Nel Paese persiste la politica degli egoismi e delle ideologie, si è in presenza di politica tossica per le libertà e per la democrazia, capace di generare danno esistenziale nei cittadini esposti. Da qui la necessità di un progetto di politica alternativa per la tutela del benessere comune.

 

Palestra Azzurra
RA N.381/150417

 

Selezione blog - Phastidio
RA N.380/120417
 
NOTIZIOLA POLITICA – Il povero Pier Carlo Padoan è diventato il bersaglio della resipiscenza “de sinistra” dei parlamentari del Pd, che dopo il 4 dicembre hanno improvvisamente riscoperto il valore “sociale” della proprietà pubblica, e di conseguenza si oppongono a nuove “privatizzazioni”, che notoriamente non sono mai state tali, ma il pervertimento linguistico di questo paese di bancarottieri ideologi del Nulla ha definito tali.
 
 
Più prosaicamente, i piddini sono terrorizzati che l’elettorato possa punirli per aver aumentato le tasse sotto elezioni (perché in Italia ci sono sempre elezioni dietro l’angolo, notoriamente) ed aver consegnato alle multinazionali i gioielli italiani. Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera, pone i famosi paletti progressisti a Padoan, l’uomo che da tre anni sta parando il fondoschiena al parolaio di Rignano.

Che fare, quindi, per Rosato, per avere più risorse?

Dalla Stampa: «Abbiamo chiesto a Padoan che il Mef non sia troppo prudente sulle stime di crescita, le nostre previsioni sono sempre sottostimate. Con previsioni più alte possiamo dare in manovra più spazio agli investimenti». Poiché le nostre stime di crescita sono sempre più pessimistiche della fulgida realtà (davvero?). Ecco l’uovo di Rosato: alzare le stime di crescita. Potremo fare investimenti, spesa corrente, lanciare caramelle al Popolo sofferente e ridurre la pressione fiscale. Se solo potessimo gonfiare la stima del Pil smetteremmo anche di mentire all’Europa, come invece successo lo scorso anno, quando abbiamo ottenuto più deficit dalla Ue ma siamo finiti a registrare una contrazione della spesa in conto capitale.

Per
fortuna l’anima sinistra del Pd si è risvegliata, mettendo all’angolo il bieco tecnocrate Padoan. Con questa riscossa, nulla è precluso. Torna un caposaldo dell’italianità, quello dei pacchi in Autogrill. Falliremo, ma almeno divertendoci.
E tutti in gita premio a Paperopoli.
Selezione Palestra Azzurra
RA N.379/050417
 
Il Partito democratico è come una Chiesa … I kompagni rinchiusi nella loro Chiesa se la suonano e se la cantano come vogliono, vanno avanti diretti verso il disastro, sordi a quel che accade realmente nel Paese - Renzi è ancora lì perché è un bugiardo … non doveva smettere? Il “ciarlatano” stravincerà le primarie del 30 aprile, ma il Pd perderà le elezioni del 2018 … Complimenti & Condoglianze!


Riforma costituzionale – Una delle tante “renzate” … bocciata dal popolo (60 Vs 40) col referendum del 4 dicembre 2016.
Pubblica amministrazione - Riforma bocciata dal Consiglio di Stato … solo annunci e niente più … bla, bla, bla.
Legge elettorale – L’Italicum bocciato con la sentenza della Corte del 25 gennaio 2017 … “democratici” incapaci di formulare un’adeguata e condivisa legge elettorale … “democratici” inadeguati a governare il Paese.
Scuola – 3 miliardi buttati al vento … 120.000 assunzioni che hanno creato scontento e caos tra docenti, studenti e famiglie … e il Governo se ne frega!
Jobs Act – 20 miliardi sfilati dalle tasche dei cittadini … sperperati … disoccupazione all’11,5%, disoccupazione giovanile al 35,2%.
80 euro – Come sperperare altri 10 miliardi all’anno … consumi e crescita al palo … congiuntura in continuo peggioramento.
Banche – 20 miliardi per mettere in sicurezza il “Monte dei pacchi di Siena” … la banca del PCI-PDS-DS-PD. Fallimento di Banca Etruria, Banca Marche, Cari-Chieti e Cari-Ferrara … 150.000 cittadini truffati.
Spending review – Più tasse, più debito, più deficit e nessuna spending review. La pressione fiscale è aumentata dal 41,6% al 42,6% e continuerà ad aumentare … il debito è aumentato di 122 miliardi … la spesa pubblica è aumentata di 21 miliardi fino al 2019 … il deficit ha chiuso al 2,4% … il merito va a Renzi & Co, ovvero alle “facce di latta”.
Immigrazione – Paese invaso da 181.436 migranti sbarcati nel solo 2016 … costi umani e finanziari spaventosi … la prova provata che il Governo dei flop non conta nulla in Europa.
Terremoto – Popolazioni abbandonate … Protezione Civile smantellata … fallimento totale … ignobile strumentalizzazione nei confronti dell’Europa.
Selezione blog - L.Iannone
RA N.378/280317
 
Tutta la finta boria di questa Europa decadente è in quella foto finale dei leader degli Stati dell’Unione.
 
 
Riuniti in Campidoglio per celebrare il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma si sono subito mostrati svenevoli e stanchi di fronte ai fotografi, falsamente fieri di un nulla che sanno di rappresentare. Volti contriti in abiti scuri che sanno di naftalina per festeggiare la morte dello Stato nazionale e la precarizzazione di un paio di generazioni. Ritratto opaco e triste di questo tempo, percepibile anche nella prossemica irrigidita di quasi tutti i partecipanti, esclusa Frau Merkel oramai pienamente a suo agio nel ruolo di piccola ducetta tra nani. Per il resto, marionette goffe, prodighe di strette di mano e di sorrisi d’ordinanza.
Indolenti forse perché festeggiavano quanto di più lontano dai cuori e dalle menti dei popoli europei: la vittoria del Capitale sui diritti sociali e dell’immigrazione sconclusionata quale esercito di risulta e mano d’opera a buon mercato sui cittadini autoctoni.
Questi figuri tristi e angoscianti già nei volti perché sanno inconsciamente di aver disconosciuto il passato ghettizzandolo agli ultimi sessanta anni. Sono privi di qualunque visone strategica ma, a ben vedere, il loro risultato lo stanno raggiungendo. Gli europei vorrebbero far riferimento ad una storia di tremila e passa anni, questi leader sono fermi a carte firmate qualche anno dopo la Seconda guerra mondiale ed essenzialmente fondate sul fatto che la pace sul suolo continentale abbia garantito il riconoscimento di un mercato economico comune. Si badi bene: non dunque la pace come finalità ma in quanto strumento per garantire come valore ultimativo quello del mercato unico.
In quella foto non c’è dunque l’Europa con la sua storia e la sua composita identità ma una accozzaglia di Paesi depressi dal Dio consumo, dall’utilitarismo quale grimaldello per ogni relazione personale e collettiva che tutto uniforma e che annichilisce differenze, dall’austerità di avidi burocrati messi temporaneamente a capo di questa o quella nazione.
Una foto del nulla … senza leader carismatici, senza figure di rilievo. Alcuni semplici passacarte come il nostro Gentiloni, qualche Presidente uscente, qualche altro più a suo agio con le bottiglie di vino che con le preziose stilografiche, alcuni sconosciuti anche a quelli del Cerimoniale, una sindaca della città un tempo Caput Mundi messa sullo sfondo quasi desse fastidio e nulla più.