Nel Paese persiste la politica degli egoismi e delle ideologie, si è in presenza di politica tossica per le libertà e per la democrazia, capace di generare danno esistenziale nei cittadini esposti. Da qui la necessità di un progetto di politica alternativa per la tutela del benessere comune.

 

Selezione - A. Sallusti
RA N.389/280617
 
Passate le Comunali, un uragano che ha rottamato Matteo-schettino, passiamo al solito tran tran che condizione il futuro del nostro Paese. Se passerà lo ius-soli dovremo ringraziare Angelino Alfano: clan-destino del due per cento.
 

Si riprende a discutere su quando si andrà a votare per le Politiche. Si fa finta di non prendere atto che questa sciagurata legislatura, già nata illegittima, è finita la sera del 4 dicembre scorso, con la bocciatura del referendum costituzionale. Tutto ciò che è venuto dopo non ha alcun valore politico, è solo un comprare tempo per interessi personali dei parlamentari e convenienza dei partiti. Per questo i mesi che viviamo e vivremo nel limbo sono molto pericolosi. Una classe politica senza futuro certo, impaurita e rancorosa è capace di qualsiasi cosa. Con l'aggravante che cinquecento (un record) parlamentari sono in libera uscita dai loro elettori, avendo abbandonato i partiti sotto le cui bandiere erano stati eletti.

Di fatto siamo governati da una maggioranza di pirati e mercenari al soldo non si sa più di chi … Nei prossimi giorni, si dovranno pronunciare sullo ius-soli, la legge che, nell'intenzione della sinistra che l'ha proposta, dovrebbe dare la cittadinanza automatica a chiunque nasca in Italia, come se il problema fosse l'innocenza dei bambini e non la verifica, nel tempo, del percorso culturale e civile che i rispettivi genitori hanno intenzione di dare loro.

Un parlamento ridotto in queste condizioni, e con i giorni contati, dovrebbe astenersi dal prendere decisioni che ipotecano il futuro della nazione. Ma è come parlare al vento. Dopo avere smantellato la famiglia, intaccato i principi che stanno alla base della vita (e della morte), ora Renzi e il Pd pensano di recuperare il consenso perso a sinistra svendendo l'italianità a chiunque ne faccia richiesta. E se questo avverrà, ancora una volta dovremmo ringraziare Angelino Alfano, mister due per cento, capo di un partito (si fa per dire) che secondo i sondaggi non entrerebbe nel prossimo parlamento. Che cosa ha convinto il «duro» Angelino all'ennesima giravolta e ad annunciare il suo sì alla legge di Renzi sulla cittadinanza? Non lo so, ma scommetto che un cavillo nella legge elettorale gli permetterà di stare a galla un'altra volta. Uno ius-soli ad personam o per meglio uno ius-sola: chi è nato in parlamento può restarci tutta la vita, anche se tradisce lo spirito del suo Paese.

Matteo, il segretario del Pd, giorni fa ha pronunciato una profezia davanti ai suoi: «Con me Alfano non tornerà mai al governo. Né lui, né la sua progenie futura». Per il calcolo delle probabilità deve pur succedere una volta che Renzi dica la verità. Povero Angelino, clan-destino del Parlamento, non gli resta che tornare nella sua Agrigento, da mamma Calogera … «Torna a casa, Lassie»!
 
Selezione - D. Ferrara
RA N.388/190617
 
IUS SOLI – La lunga marcia dei volpini rossi per regalare la cittadinanza a tutti.
2001 – Viene depositata in Parlamento il primo disegno di legge di “riforma della cittadinanza” (Turco-Violante). Già allora, secondo la Turco «riconoscere la cittadinanza ai figli degli immigrati nati e cresciuti in Italia è ormai una necessità», «le norme basate sullo “ius sanguinis” sono ormai una anomalia in Europa», «dobbiamo avere molto presente che per prevenire il conflitto delle seconde generazioni che non si sentono riconosciute ed integrate bisogna agire ora, con politiche di vera integrazione che riconoscano i diritti ed insegnino ai bambini ed ai ragazzi l'obbligo dei doveri». Non erano ancora gli anni delle maxi ondate di sbarchi, né quelli dei jihadisti con passaporti europei, i cosiddetti immigrati di seconda generazione.
2006 – Amato partorisce il disegno di legge che voleva introdurre lo “ius soli” per i nati dai residenti in Italia da 5 anni. Si accodò la Cgil che propose l'introduzione dello “ius soli” nella Costituzione. Secondo l’allora segretario Epifani «se i figli di questi lavoratori immigrati, che probabilmente resteranno in Italia, li facciamo diventare cittadini italiani dalla loro nascita, il loro paese sarà questo e gran parte dei problemi di inserimento - mettere insieme culture e identità diverse - saranno affrontati così nel modo più giusto».
2011 – I volpini rossi perseverano. Secondo il governatore della Toscana Enrico Rossi «chi nasce qui ha diritto di diventare cittadino italiano, dobbiamo avere lo “ius soli”, come negli Usa e in tanti altri Paesi che hanno una storia di immigrazione più forte della nostra, se vogliamo guardare a un futuro di pace e di coesione». Secondo il napoletano Napolitano «è una follia che i figli di immigrati nati in Italia non siano cittadini italiani … per acquisire nuove energie in una società per molti versi invecchiata se non sclerotizzata».
2012 – Franceschini, Fassino & kompagni, insieme ad esponenti della società civile come Roberto Saviano, firmano un appello per chiedere all'Ue una direttiva che invitasse gli stati membri a varare una legge nazionale per accogliere il principio dello “ius soli”. Nel maggio 2012 manifestano in piazza a Roma con lo slogan: «Chi nasce qui è di qui». Scende in campo pure Rosy Bindi: «Accogliere come cittadini italiani i bambini nati da genitori stranieri che risiedono in Italia è segno di un Paese che pratica l'accoglienza e che guarda al futuro». Bersani pone subito i paletti: «Il primo punto all'ordine del giorno di un governo di centro sinistra sarà il diritto di chi nasce in Italia ad avere la cittadinanza italiana».
2013 – Irrompe sulla scena la Kyenge, la prima ministra afroitaliana annuncia: «Lo “ius soli” è una delle mie prime priorità». Le fece eco Romano Prodi: «L'idea che ci possa essere della gente che nasce e vive in Italia e che non sia cittadina mi sembra un po’ strana».
2017 – Siamo arrivati ai giorni nostri e per il Pd è come se dal 2001 a oggi il mondo non fosse cambiato. Dalle Torri gemelle alla jihad la realtà ora non è più la stessa. La Storia non insegna nulla ai volpini rossi? Accelerare i tempi di approvazione della legge sullo “ius soli” è una “sola” sia per i cittadini italiani, sia per gli immigrati e i loro figli, se prima non si stabilizza la connessione fra il dire e il fare. La cittadinanza regalata porta voti, è un bacino di voti colorati per un futuro in bianco e nero … visto che diminuiscono gli italiani disposti a votarli ancora. Oggi una cosa è certa, per Gentiloni, Renzi & kompagni la priorità del Paese è approvare la legge sull’immigrazione aperta ... una sbobba di incoscienza, ideologia ed egoismo spacciata per atto di civiltà.
 
Giuseppe Maria Ianniello
RA N.387/110617
 
 
LAURA BOLDRINI – «Lei è un corpo estraneo alla democrazia. Lei è espressione di un partito politico minimale non solo sul piano numerico ma soprattutto sul piano propositivo. Lei è stata eletta presidente della Camera (dico “presidente” e non “presidenta” per non storpiare la lingua italiana) all’esito di intese partitiche alle quali i cittadini e la democrazia sono rimasti estranei. Lei non sa nulla di fascismo e il suo antifascismo è solo strumentale alla pur comprensibile sua esigenza di dare una giustificazione alla sua stessa esistenza».
A. Sinagra, uomo non allineato che insegna all’Università La Sapienza
BEPPE GRILLO – Il mio nonno ideale è Piero Angela. So cosa pensa di Grillo: «In sostanza Beppe è un cialtrone che non accetta contro-argomentazioni serie». Mio nonno Piero ha fondato il Cicap (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale), ha smascherato chiromanti e stregoni, veggenti e guaritori, figuriamoci se non smascherava Grillo.
M. Parente, giornalista
EUGENIO SCALFARI – È vero o no che il “grande moralista” (si fa per dire), per tanti anni direttore e attualmente venerato editorialista de la Repubblica, ha per molti anni percepito centinaia di milioni di lire in nero dai suoi editori, rendendosi così colpevole proprio di quel reato per il quale aveva avuto il coraggio, in occasione della condanna di Silvio Berlusconi, di affermare «mi vergogno di vivere in un Paese dove uno come Berlusconi può occuparsi di politica in piena libertà»?
Cittadino libero da ideologie
DAVIDE PICCARDO – «Sogno un’Italia islamica»! Per l’ennesima volta l’ex coordinatore del Caim (Associazioni islamiche di Milano e Monza) si espone pubblicamente con opinioni che non possono non destare perplessità: «Saremmo più vicini a quei partiti di destra che incarnano i valori della famiglia, della tradizione e della morale. Ma questi ci sputano ogni giorno in faccia. Invece la sinistra ci difende». Quindi Piccardo di fatto è di destra ma va a sinistra perché la ritiene più tollerante con l’islamismo politico?
G. Giacalone, giornalista
REPUBBLICA DELLE PROCURE – A Treviso, il giudice Mascolo dopo un brutto episodio ha deciso di armarsi, dichiarando: "Lo Stato non c'è più". Il Csm apre fascicolo su di lui … Quando il saggio (magistrato) indica la luna, lo sciocco (Csm) guarda il dito.
G. Colomba, giornalista
REPUBBLICA GIUDIZIARIA - «Da privato cittadino sono stato assolto, poi quando sono entrato in politica (con Forza Italia) sono stato condannato. È evidente che in Italia la sfera politica condiziona il giudizio dei giudici. Questa è persecuzione politica! Ho scoperto che anche in India ci sono dei paletti per i giudici politicizzati, da noi invece un magistrato in aspettativa si candida alla segreteria del Pd».
A. Minzolini, giornalista
LADRI & IMBROGLIONI – Loro si abbuffano (i politici) e noi paghiamo il conto salato. Secondo voi è giusto far pagare ai cittadini lo sperpero di miliardi per accogliere persone che non sappiamo chi sono e che non scappano da nessuna guerra. La verità fa male, lo so … vederli in strada comportarsi da turisti, mentre tanta povera gente non sa più cosa fare per tirare avanti, e magari si suicida anche. Dovrebbero essere incarcerati tutti insieme, siffatti turisti e siffatti politici!
Cittadino dotato di comune buonsenso
TRADITORI & MERCENARI – Una classe politica che va contro gl’interessi della patria è formata da traditori. I pastori di una religione che, invece di custodire le pecore, le espongono alle zanne dei lupi, sono mercenari e peggio. Non resta che sperare in un soprassalto di dignità, orgoglio, coraggio civile e morale del Popolo … Non è ancora detta l’ultima parola!
F. Lamendola, insegnante Istituto superiore
S-FASCIO DEMOCRATICO – Per tutelare la salute pubblica, della mente come del corpo, in pochi lustri siamo passati da Tullio De Mauro e Umberto Veronesi a Valeria Fedeli e Beatrice Lorenzin. E ancora, Marianna Madia ministra, mammina sprint tanto carina ed ecosostenibile, ma capace di semplificare scopiazzando la tesi di dottorato … À la santé!
A. Bassi, blogger
RENZI & KOMPAGNI – Dopo quanto ha dimostrato Renzi in questi quattro anni, se vincesse le elezioni del 2018 l'Italia sarebbe al capolinea. Non riusciremmo più a rialzarci. Il troppo stroppia: tasse, dis-occupazione, debito, clandestini, in-sicurezza, ecc. ecc. Ditemi cosa va bene nel nostro paese … nulla. Renzi, sei il disastro totale! Meglio avere un morto in casa che Renzi alla porta.
Cittadino stanco ma non domo
 
Selezione blog - A. Catto
RA N.386/310517 (Rev.1-060617)
 
Dopo l’uscita del Papa a favore del lavoro e contro il reddito di cittadinanza non sono mancati gli elogi da parte del mondo democratico e il continuo attacco, da parte di molti ambienti di centrosinistra, alla proposta avanzata dal Movimento 5 Stelle. 
 
 
IL reddito di cittadinanza, nonché le presunte coperture volte a renderla possibile, sono certamente da prendere con le pinze. Una idea che in ultima istanza appare di difficile applicazione in un paese, l’Italia, che col deficit non ha un buon rapporto e che rischierebbe con ogni probabilità di non potersela permettere.
Tutt’altro valore invece hanno le resistenze morali, o presunte tali, verso la misura. In primis perché è veramente giunta l’ora di aprire un dibattito serio sul rapporto tra avanzamento della tecnologia e riduzione dei posti di lavoro, inerente soprattutto il concetto di occupazione per come siamo stati abituati ad intenderlo, valutando se davvero il rischio sia presente o se è tutto frutto di sensazionalismo, pure slegandoci da un certo feticismo per il lavoro in salsa novecentesca che poco ha a che fare con un progresso degno di questo nome.
Nella rossa Emilia-Romagna è stata presentata una legge regionale per l'occupazione. L'ideona: meno ore di lavoro settimanali, uguale più occupati. E' una nuova forma di assistenzialismo che la sinistra pretende di far pagare ai lavoratori. 

HA davvero senso, nel 2017, parlare di lavoro come se ne parlava cinquant’anni fa? Risulta davvero così stupido chiedersi se la globalizzazione, la modernizzazione e la tecnologia non impongano, laddove la loro presenza è più forte, una discussione sulle prospettive del lavoro salariato, specialmente nelle posizioni più umili? E in tutto questo, è davvero così fuori dal mondo provare a valutare assieme una proposta, quella del reddito di cittadinanza, che oltretutto potrebbe permettere di spezzare molte situazioni di ricatto che si creano quando si è costretti ad accettare un lavoro a qualsiasi condizione pur di portare a casa qualcosa? Non sono certo un simpatizzante dei 5s, ma mi sembra quantomeno sospetta questa repulsione a priori verso il tema, specialmente quando fatta da sinistra. Già, perché in tutto questo notiamo critiche urbi et orbi da parte di una porzione politica che ha il coraggio di lamentare il presunto assistenzialismo insito nella norma, quando per anni ci ha abituati a veder sciorinare il peggior assistenzialismo su misura. 

I fedelissimi che lavorano nello Stato senza che spesso ce ne sia alcun bisogno, le persone sistemate in qualche ministero, le assunzioni ad cazzum nella ricerca, il finanziamento di corsi prettamente inutili, gli sprechi, i burocratifici difesi a spada tratta dal sindacato del non-lavoro, le associazioni e associazioncine parastatali spesso finanziate da chi oggi si batte contro questa proposta, non hanno forse l’odore di un assistenzialismo ancora peggiore, perché mascherato da lavoro e capace oltretutto di appesantire ancor più il funzionamento del paese?
Non è ridicolo sentir parlare di ciò una porzione politica che per decenni ha fatto del peggior assistenzialismo uno dei propri tratti di riconoscibilità, che dietro ad un distorto concetto di statalismo, divenuto spesso improduttivismo statale e culto della burocrazia, oggi si riscopre rappresentante del lavoro duro, vero, utile e retribuito? Non fa rabbia vedere un sindacato e pure un papato che tacciono spesso e volentieri sulle storture di una immigrazione completamente deregolamentata, esporsi oggi contro chi cerca di rimediare al danno della concorrenza al ribasso causata proprio dai tanti silenzi avuti in decenni di battaglie pressoché inutili o molto, molto comode da condurre, spesso più politiche che lavorative o spirituali? Non fa rabbia questo totale scollamento dalla realtà fatto da pulpiti improbabili?
I
o lo trovo un cortocircuito pazzesco e dai tratti ridicoli. Nel tutto critiche alla proposta ce ne possono essere a bizzeffe. Ma le eviti chi sull’assistenzialismo ha costruito il proprio bacino elettorale per decenni.
 
NOTA - Bisogna prendere coscienza, una volta per tutte, che l'imprenditoria è l'unica in grado di generare nuova occupazione, agevolandone l'espansione nel Paese. Di certo tra kompagni - fra Pd e 5s - poveri giovani disoccupati! Uno ohimè e l'altro ahimè.