Nel Paese persiste la politica degli egoismi e delle ideologie, si è in presenza di politica tossica per le libertà e per la democrazia, capace di generare danno esistenziale nei cittadini esposti. Da qui la necessità di un progetto di politica alternativa per la tutela del benessere comune.

 

Palestra Azzurra
RA N.4/090411

Abbiamo fatto una ricerca: il paganello è un ghiozzo che si nutre principalmente di rifiuti domestici e industriali sospesi nelle acque. Fa parte della famiglia dei pesci dimenticati. Nella stagione primaverile abbocca facilmente l'amo, tanto da fare la gioia dei pescatori inesperti. Secondo la leggenda, Sant'Antonio si mise a predicare ai pesci poiché gli uomini non lo ascoltavano; solo un piccolo pesce color sabbia non volle ascoltare il Santo, da cui il nome paganello, piccolo pagano. In Romagna si usa dire ''sei proprio un paganello'', riferendosi a una persona credulona.

Sotto, il manifesto illustrato dal segretario provinciale del Partito Democratico per le prossime elezioni amministrative. Un manifesto, secondo il PD, contro la politica del populismo e qualunquismo.

 

QUATTRO RAGIONI PER

NON VOTARE PD

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1.   Il PD considera il cittadino come un ghiozzo che si nutre di rifiuti

2.   Il PD si ricorda in primavera del voto del pesce dimenticato

3.   Il PD crede il cittadino un paganello che abbocca per la gioia dei pescatori

4.   Neanche un santo riuscì a indottrinare un piccolo pesce color sabbia 
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Gennaro Festinese
R
A N.3/060411

Il sindaco di Ravenna, accompagnato dal comandante della Polizia municipale, ha ritirato a Roma la Targa Blu, premio internazionale per la sicurezza stradale. In una nota relativa all'oggetto Alvaro Ancisi, consigliere comunale di opposizione, spiega che il premio è concesso a tutti gli Enti locali che pagano la quota d'iscrizione (2.000 euro) e che rispondono sufficientemente a un questionario. La libertà soggettiva concessa dal questionario è tale e tanta da far apparire il premio banale. Il sindaco Matteucci ha festeggiato con molto entusiasmo l'acquisizione del bollino blu, bollino per giunta pagato con i soldi dei cittadini.

Meglio avrebbe fatto il Sindaco, con nota personale, ad inserire nel questionario CE.S.I.S.S. "i morti del sabato sera". La Politica della sicurezza a compartimenti stagni è perdente. Si è persa l'occasione per socializzare un problema serio per tanti genitori, inoltre, non si è promossa la sicurezza stradale a 360°. L'informazione è già prevenzione. I dati dicono che nel 2009 il numero di violazioni accertate dalla Polizia municipale è stato di 81.129, di cui 60.073 per violazione sosta, pari al 74%. Il restante 26% è costituito, in ordine decrescente, da: velocità, cinture di sicurezza, ebbrezza, precedenza, guida senza patente, uso del casco, semaforo. Tre multe su quattro, dunque, sono per divieto di sosta; violazione che ha poco a che vedere con la sicurezza. Col marchingegno delle multe il Comune ha incassato in un anno 5.803.383 € (cinquemilioniottocentotremilatrecentottantatre, corrispondenti a oltre 11 miliardi delle vecchie lire). Bisogna convenire che è motivata la critica di Ancisi sull'indirizzo politico assegnato dal Sindaco alle attività della Polizia municipale, "indirizzo più mirato a far cassa che sicurezza stradale". 

V.V.I.A) L'Amministrazione comunale di Ravenna non attiva efficaci azioni di miglioramento nell'area Sicurezza. Lo si evince dal numero elevato di violazioni  anno: 80.000, di cui 60.000 per violazione sosta. Mediamente una persona su tre si vede notificata, ogni anno, una multa per sosta vietata. B) La sicurezza è cultura. A Ravenna, con riferimento ai dati oggettivi, la Polizia municipale non promuove sufficientemente la cultura della sicurezza fra i cittadini utenti, nonché contribuenti.

Inviato al Ministero dello Sviluppo economico
RA N.2/010411

A Roma il Ministro dello Sviluppo economico, nel ruolo di garante, è impegnato su più fronti per la cessione a Gita Holding di asset Syndial Eni, cessione legata all’acquisizione da parte del Fondo svizzero della commissariata Vinyls Italia. Intanto è stata avviata la procedura di capitalizzazione. La trattativa, però, resta difficile e complessa.

E’ un piacere non conoscere i sindacalisti che hanno accusato il ministro Paolo Romani di ‘’non avere né idee, né competenze’’. Credono questi sindacalisti di aver idee e competenze? I fatti dimostrano che non hanno saputo tutelare né la salute dei lavoratori esposti al CVM-PVC, né i posti di lavoro. Susanna Camusso ha partecipato a Mestre alla manifestazione regionale su lavoro e diritti.  E’ un segno di solidarietà; però, non basta. La Segretaria nazionale CGIL ha il dovere di proporre soluzioni condivise, permanenti e alternative alla crisi Vinyls. Altrettanto vale per le Segreterie nazionali CISL e UIL. Il senatore Pd Casson ha chiesto con insistenza ai ministri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente e della Giustizia di ‘’dar segni di vita’’. Da magistrato Casson non crede di aver dato segni di morte alle produzioni CVM-PVC? E’ destino dei lavoratori CVM-PVC essere esposti o al rischio della fame o al rischio del cancro.

Il senatore Pd Mercatali con un’interpellanza ha chiesto al Governo di rispondere sulla vertenza Vinyls. E’ un altro segno di solidarietà; però, non basta. In una seduta consiliare, quando Mercatali era sindaco della nostra Città, condivise e riprese una mia affermazione ‘’Eni ha un debito con Ravenna’’. I fatti e misfatti della Chimica sono noti: prima occupazione, poi cassa integrazione, inquinamento persistente del territorio, morti per il lavoro. Il senatore Mercatali ha il dovere istituzionale di intercettare le aspettative esplicite e implicite dei cittadini cassaintegrati. Ha l’autorità, l’autorevolezza e ragioni da spendere per incalzare Eni. Efficace l’azione del consigliere regionale Pdl Bazzoni. Ha fatto incontrare a Ravenna il sottosegretario Saglia, Ministero dello sviluppo economico, con lavoratori Vinyls e rappresentanze sindacali. Ho visto sfilare l’immagine del sindaco di Ravenna sul silo Vinyls, Matteucci era senza maschera e casco protettivi; poi il resto aria fritta. Lo sviluppo della nostra Città dipende anche dalla ‘’soluzione Vinyls’’. Si tratta del nostro futuro, del futuro dei nostri figli.  

I cassaintegrati Vinyls di Ravenna, Marghera e Porto Torres devono, innanzitutto, prendere coscienza che la loro sorte è anche nelle mani di chi non riesce a passare dalle parole ai fatti, dalla politica degli egoismi e delle ideologie alla politica intesa come servizio per il cittadino. Conviene attivarsi per la costituzione di un Gruppo di lavoro dove tutti devono fare la loro parte. Componenti: Sindaci delle tre città, Eni, Autorità per il territorio, CGIL, CISL, UIL. Obiettivo: orientare l’operazione Vinyls verso una soluzione condivisa e permanente.

V.V.I - Nel Sistema di gestione "Amministrazione Comune Ravenna" sono state rilevate tre non conformità, di cui due gravi. Lo sviluppo del territorio, obiettivo prefissato, non viene perseguito con efficacia. Le responsabilità e le competenze delle risorse umane disponibili non sono utilizzate adeguatamente  (Attività produttive, Ambiente e sicurezza). La Gestione non persegue il miglioramento continuo.

RAVENNA E LA LEGGE AD AZIENDAM
Giuseppe Ianniello, dal quotidiano L'Opinione del 10/06/07

RA N.1/200311 (Rev.01-040114)
 
L’Azienda unità sanitaria locale di Ravenna ha deciso di rottamare la “Cooperativa sociale bidentina” addetta da 10 anni al servizio di barellamento e compiti vari presso l’ospedale S. M. delle Croci. La rottamazione viene eseguita senza che l’azienda pubblica renda note le  motivazioni, senza che il sindacato spenda una parola a favore dei soci-lavoratori, senza che un amministratore della città muova una foglia di solidarietà. Ciò accade a Ravenna, città dove della mafia non si vede nemmeno l’ombra.
Scandaloso! Questi sono i fatti raccontati dai lavoratori. La Regione Emilia Romagna promuove un corso di formazione per la qualifica di operatore socio sanitario. Il corso viene aperto, con ritardo, anche ai lavoratori della Cooperativa bidentina. L’Ausl, che dipende dalla Regione, indice un concorso per titoli ed esami per 180 posti di operatore socio sanitario. Requisito di ammissione è il titolo specifico conseguito a seguito del corso promosso dalla Regione. I barellieri professionali della cooperativa, però, non possono accedervi, per loro il corso termina due settimane dopo la data di scadenza del concorso. I nuovi reclutati ammessi, per i quali era stato partorito il concorso di assunzione, sono così i soli ad averne i requisiti. Risultato: entro l’anno, 100 operatori socio sanitari professionali si ritroveranno rottamati, discriminati e senza lavoro.
 
Evidentemente per l’Azienda pubblica riveste poca importanza la qualità del Servizio ospedaliero. Conta, invece, assumere personale piacente, compiacente e riconoscente. Sembra tutto programmato e pianificato. Se la magistratura dovesse accertare la rottamazione dolosa, i soci lavoratori della Cooperativa avrebbero diritto al risarcimento dei danni.
Di certo è che a Ravenna, oggi come ieri, molti lavoratori vivono in uno stato di abbandono sociale. Se per incanto scomparissero i sindacalisti, molti lavoratori non ne avvertirebbero la mancanza. Un’ultima sconsolante considerazione: anche il sindaco Matteucci, come il suo predecessore Mercatali, oggi senatore Pd, dedica poca attenzione ai problemi dei lavoratori, ai problemi reali della città.
 
Per farsene una ragione occorre risalire alla storia della nostra città che inizia come una favola. C’erano una volta, nel secolo scorso, i comunisti che mangiavano i bambini, poi c'è stata l'evoluzione della specie. Oggi i comunisti riciclati Pci-Pds-Ds-Ulivo-Pd non mangiano più i bambini, hanno fatto i soldi. Hanno trasformato cooperative nate per la mutualità in grandi aziende capitalistiche. Hanno colonizzato enti locali, sindacati, organi d'informazione, istituzioni. Si sono costituiti in comitati d'affari, condizionando la nostra vita civile ed economica. Vivono e crescono satolli nella riserva naturale di Ravenna.
L’Organizzazione comprende il komintern che ''attacca per difendere” i privilegi acquisiti, fiscali e non solo. Il comitato interno si fa anche promotore di leggi ad-aziendam. I suoi componenti, meglio dei tradizionali padroni, senza correre il rischio d’impresa, tanto la Coop-sei-tu, sono dediti all’ammasso di ricchezze e voti. Poi c’è il management, prescelto per tessera e militanza di partito. Gli unti fanno i guardiani del faro dietro lauti compensi. A frotte nei corridoi dei Comuni, delle Province, delle Regioni e dei Ministeri invocano la pioggia degli appalti per le cosiddette cooperative rosse.
L’Organizzazione comprende anche i soci-lavoratori. Sono persone sfruttate, mal pagate e con pochi diritti. A questo punto sono chiare le ragioni per cui l’Ausl di Ravenna può rottamare, indisturbata, la Cbs: perché la cooperazione sociale non rientra nei suoi piani di sviluppo, perché la Cooperativa bidentina non è conforme alla specifica del Pci-Pds-Ds-Ulivo-Pd.
 
Un classico della casistica concernente l’operato dei komunisti, dei compagni onesti...sinistri, onesti per contratto e definizione, ma ambigui sinistri-sinistranti di fatto “pro domo propria”.
Così è nato e prospera il più grande partito-azienda assistito dallo Stato, il più grande conflitto d’interessi italiano.
 
V.V.I. - Nel Partito Democratico - Ravenna persistono due gravi non conformità. L'egoismo interno alla Gestione impedisce all'Organizzazione politica, per quanto atteso dai cittadini, d'interagire con l'ambiente sociale. Inoltre, la “politica tossica” diffusa dal Sistema espone i cittadini utenti, nonché contribuenti, al rischio del danno esistenziale.