Nel Paese persiste la politica degli egoismi e delle ideologie, si è in presenza di politica tossica per le libertà e per la democrazia, capace di generare danno esistenziale nei cittadini esposti. Da qui la necessità di un progetto di politica alternativa per la tutela del benessere comune.

 

Palestra Azzurra
RA N.16/090812 (Rev.01-040912)

Vengono a galla come gli str...i, i politici incapaci di intercettare le aspettative esplicite e implicite dei cittadini, ma rapaci e capaci per il loro tornaconto, e per il tornaconto dei ''compagni di merende''.
E' in continuo aumento la produzione di politica tossica per i comuni cittadini!

Ci sono politici più pericolosi che patetici.

  Bisogna badarli! Insieme possiamo.

Il Mosaico di Palestra Azzurra socializza opinioni, idee, fatti segnalati dai cittadini liberi che condividono questo spazio libero. Insieme, tessera dopo tessera, partecipiamo alla costruzione del mosaico della Democrazia reale.

LE TESSERE DEL MOSAICO

1. Oggi Mario Monti è a Parigi, domani a Helsinki e giovedì a Madrid.
Notizia del 31/07/12.

Cittadina P.P. - Oggi qui, domani là, io vado e vivo così, senza freni ...
Stupenda canzone degli anni sessanta, cantata da Patty Pravo.
E i compiti a casa?

2. L'importante è che i tecnici siano intelligenti, perchè ci sono i tecnici che non sanno fare i tecnici e i politici che non sanno fare i politici.
Questo è un governo crudele e di incompetenti!
Giulio Sapelli, economista.

Cittadino R.L. - Nessuno ti capisce più di noi: giovani senza lavoro, esodati,  pensionati, lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti, professionisti.

3. Monti, a quando i compiti? E da fare a casa di chi?
Cittadino R.B. - Secondo la maestrina Angela Merkel, la responsabilità della crisi è solo dei paesi sotto attacco speculativo, che devono risanare, senza alternative e in fretta, i loro conti pubblici. L'euro non c'entra; ERRORE!
Alla tedeschina si consiglia la visione di ACHTUNG! BANDITI!
Film drammatico degli anni cinquanta, di Carlo Lizzani.

4. Meglio Berlusconi che Monti e Napolitano!
Dichiarazione rilasciata da Di Pietro, IDV.

Cittadino A.C. - Della serie: non siamo tutti uguali. C'è chi ci arriva prima, chi dopo (Di Pietro), e chi mai.

5. Berlusconi è finito, il PdL non c'è più!
Cittadina A.P. - Silvio incubo continuo, giorno e notte, per la premiata Ditta COMUNISTI RICICLATI & Co.

6. Toh, Bersani vuole la patrimoniale!
Cittadina L.F. - PATRIMONIALE = Dichiarata incapacità politica a promuovere il Lavoro per creare le risorse di cui tanto bisogno ne ha il nostro Paese.
Incapace d'intendere e volere: Monti o Bersani, o Bersani e Monti?

7. E' indispensabile che aziende e istituzioni agiscano con efficacia e trasparenza in primo luogo in materia di sicurezza ambientale.
Matteucci, sindaco di Ravenna, autorità sanitaria locale.

Cittadino G.M. Ianniello - Annuncio tardivo!
Fatto dopo oltre mezzo secolo di inquinanti connivenze e dopo aver assistito impassibili e impertubabili alla morte di centinaia di lavoratori.

I morti per esposizione agli agenti cancerogeni della CHIMICA RAVENNA attendono ancora Giustizia.
A Ravenna, i sopravvissuti all'eccidio (CVM e PVC) attendono ancora la Sorveglianza sanitaria continua e adeguata, quale tutela della salute, diritto inalienabile sancito dall'Art. 32 della Costituzione della Repubblica italiana. 

Reclami: Eni-Versalis, ARPA, Amministrazione Comunale Ravenna
Giuseppe Maria Ianniello
RA N.15/140712 (Rev.01-170114)

E' già sceso il silenzio sullo "sversamento stirene" Eni-Versalis (26 e 27 giugno 2012, per 24 ore consecutive). Lo sversamento ha portato i vapori della sostanza chimica tossica fra la popolazione. Questa volta la "notizia" ha scavalcato il muro di cinta del petrolchimico di Ravenna. La non-chiusura di una valvola di spurgo, operazione semplice e di routine, è all'origine dell'inquinamento ambientale. La familiarità col pericolo abbassa il livello di percezione e attenzione; l'episodio, però, non può essere ridotto per la ''politica della convenienza'' al solo errore umano. Le responsabilità sono ben altre. Eni-Versalis ha informato l'Autorità sanitaria locale, cioè il Sindaco, in ritardo e con una sorta di pizzino, precludendogli qualsiasi possibilità di intervento precauzionale per la tutela della salute pubblica. Con grande tempestività la stessa società ha chiesto a Hera (trattamento acque di scarico) la deviazione del flusso fognario inquinato da stirene con fonogramma, così ha salvato da morte certa migliaia di bigattini purificatori delle acque della vasca di raccolta. Quando l'inquinamento è troppo, è troppo anche per i bigattini! 

Lo stirene è una sostanza chimica dal caratteristico odore aromatico a piccole concentrazioni, che diventa pungente e sgradevole ad alte concentrazioni, con una soglia olfattiva molto bassa. E' impiegato nella produzione di materie plastiche e gomme. Lo IARC (International Agency for Research on Cancer) ha classificato lo stirene nel Gruppo 2B, possibile cancerogeno per l'uomo. Una serie di "rapporti di casi" hanno evidenziato la cancerogenicità dello stirene metabolizzato a ossido di stirene. Gli effetti sull'uomo sono correlati alla dose assorbita, alla frequenza e durata dell'esposizione e allo stato di salute della persona esposta. L'Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che per gli agenti cancerogeni non è ipotizzabile alcuna soglia minima al di sotto della quale non ci sono danni per la salute (repetita iuvant). L'informazione è già prevenzione!

Cresce fra gli abitanti di Ravenna la sfiducia nei confronti delle autorità preposte alla tutela della salute pubblica. A torto o a ragione, i cittadini accusano gli attori istituzionali di pressapochismo, d'incapacità gestionale, se non di collusione con l'inquinatore. Non risulta che la struttura tecnica Arpa-Ravenna abbia indagato tempestivamente sulla sorgente emissiva dello stirene, nè tantomeno che abbia analizzato l'entità e la natura dell'odore. L'odore è la prima forma di inquinamento. Le verifiche "in campo" sono la premessa per la definizione delle misure d'intervento nell'interesse della collettività (chiusura di porte e finestre, evacuazione spontanea). Le leggi sanitarie conferiscono al Sindaco il potere di imporre misure più restrittive per chi inquina l'aria che respiriamo. ''Lo sversamento di tonnellate di stirene ha alterato le normali condizioni ambientali e di salubrità dell'aria, da costituire pericolo ovvero pregiudizio diretto o indiretto per la salute dei cittadini''. Ci sono le prove dell'asserita insalubrità, lo stirene è molto percettibile all'olfatto. La letteratura scientifica riporta chiaramente gli effetti sanitari correlati all'esposizione a vapori di stirene, anche se limitata nel tempo. L'Autorità sanitaria locale si è così espressa: "Siccome Ravenna non vuole rinunciare alla presenza dell'industria chimica è indispensabile che aziende e istituzioni agiscano con efficacia e trasparenza in primo luogo in materia di sicurezza ambientale". Annuncio tardivo! Fatto dopo oltre mezzo secolo di inquinanti connivenze e dopo aver assistito impassibili e impertubabili alla morte di centinaia di lavoratori. I morti per il ''lavoro nel petrolchimico'' attendono ancora giustizia! Privi di assistenza sanitaria continua e adeguata, gli iscritti nel Registro regionale dei tumori per esposizione agli agenti chimici non credono alle parole del Sindaco; ... parole, parole, soltanto parole. Non è nemmeno rassicurante per i cittadini la scelta del Sindaco di nominare un architetto Assessore all'ambiente, in una città piena d'impianti industriali classificati a "rischio di incidente rilevante". 

RECLAMO ENI-VERSALIS - Sono state rilevate due "non conformità", di cui una grave. A) Vengono emessi documenti/pizzini non conformi al Sistema Qualità, privi di luogo di emissione, data e firma di responsabilità. B) La Società dichiara ma non consegue obiettivi strategici: operare in modo sostenibile, rispettare l'ambiente e la salute pubblica. Questa non-conformità è tanto più grave perchè Eni-Versalis è membro dell'associazione EMAS.

RECLAMO ARPA PROVINCIALE - E' stata rilevata una grave "non conformità" di sistema. Il monitoraggio della qualità dell'aria prende in considerazione inquinanti tradizionali (CO, NO2, SO2, O3, polveri). Non è attivo però il monitoraggio continuo di sostanze organiche volatili per certificare la presenza di cancerogeni nell'aria che circonda il petrolchimico; al di sopra delle leggi c'è il buon senso.

RECLAMO AMMINISTRAZIONE COMUNALE - E' stata rilevata una "non conformità" non lieve. Mancano evidenze oggettive di cooperazione efficace ed efficiente fra Comune di Ravenna ed Eni-Versalis, finalizzate al miglioramento continuo della qualità della vita dei cittadini.

SELEZIONE PALESTRA AZZURRA da Politica 24
RA N.14/230612

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non immaginava minimamente di essere tirato in ballo nella vergognosa e scabrosa trattativa Stato Mafia di inizio anni Novanta. Pur godendo di una grande difesa da parte dei quotidiani più autorevoli del nostro Paese, il capo dello Stato non ha fatto i conti con "Il Fatto Quotidiano" che ha pubblicato alcune scottanti intercettazioni di Nicola Mancino che lo chiamano direttamente in causa. Il Quirinale è intervenuto sulla questione già sabato scorso con una nota, ma siccome la situazione rischia di delegittimarlo e di infangare la sua immagine di arbitro neutro e al di sopra delle parti, Napolitano è sceso in campo in prima persona scaricando la colpa sui giornali. Questa enigmatica vicenda, che getta pesanti ombre sulla casta politica italiana, rischia di destabilizzare l'istituzione Quirinale e così il capo dello Stato è intervenuto per smentire categoricamente illecite pressioni o interferenze. Tutto ciò sta scatenando anche una guerra tra giornali, con "Il Corriere della Sera" che accusa "Il Fatto Quotidiano" di far politica. Ma il pressing del quotidiano di Marco Travaglio sul Colle continua, rivelando l'esistenza di due chiamate top secret del capo dello Stato intercettate sull'utenza di Nicola Mancino. Il giallo si infittisce e forse Napolitano non sta raccontando tutta la verità.

Le trattative tra Stato e Mafia degli anni '90 continuano a rimanere un enigma per la storia del nostro Paese. In tutti questi anni gli stessi uomini di potere che hanno elogiato i magistrati uccisi dalla mafia (Giovanni Falcone e Paolo Borsellino) sono scesi a patto con i bossi mafiosi per paura di nuove stragi. L'ex direttore delle carceri, Nicolò Amato, ha consegnato il memoriale alla commissione Antimafia in cui inchioda l'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e l'allora ministro Giovanni Conso. Nicolò Amato ha dichiarato che il 4 giugno 1993 fu improvvisamente destituito dal suo incarico perchè era troppo rigido nei confronti della mafia e non aveva nessuna intenzione di trattare con le organizzazioni criminali. Fu cacciato dal suo incarico su volere dei familiari dei mafiosi, che inviarono una lettera all'allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Amato ha aggiunto che anche il segretario generale Gaetano Gifuni, sotto Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi, ne era a conoscenza.

"Difficile che Gifuni (ha asserito Amato) così vicino a Scalfaro e Ciampi, non conosca la vera ragione della mia destituzione. Si è trattato di una motivazione inconfessabile, che nessuno, pur conoscendola, rivelerebbe, per pudore o vergogna, preferendo, come qualcuno ha già fatto, di portarla con sè nella tomba. Per un meccanismo dell'inconscio che avrebbe reso felici Freud e Reik (ha continuato Amato), Gifuni, mentre dice di ignorarla, in realtà, rivela, sia pure in una forma allusiva destinata a smorzarne l'impatto dirompente, la vera ragione della mia destituzione, identificandola nella mia indisponibilità a collaborare con chi mi avesse chiesto cedimenti, rinunce o compromessi. Occorreva solo mandarmi via (ha concluso Amato), subito, in silenzio".

A questo punto sorgono tanti dubbi sul potere politico italiano. Può uno Stato occidentale e democratico scendere a compromessi con la mafia? Perchè non è emersa subito la verità sulle stragi del '92 e del '93, inchiodando anche i responsabili delle istituzioni democratiche del nostro Paese che hanno avviato la trattativa con Cosa Nostra? In quel periodo Cosa Nostra ha esercitato una pressione illecita sul nostro Stato, basandosi sulla commissione di stragi e sulla implicita minaccia di commetterne altre e dimostrando nei fatti di comandare il nostro Paese. La casta politica è riuscita in tutti questi anni  a mantenere impuniti i responsabili politici e istituzionali di quelle trattative, nascondendo la verità e continuando a farlo ancora oggi come dimostrano le ultime intercettazioni di Mancino. Politici di Prima e Seconda Repubblica che si sono difesi e tutelati l'un l'altro come una grande famiglia mafiosa! Napolitano probabilmente sapeva delle trattative fra Stato e Mafia. A quanto pare il Presidente della Repubblica avrebbe saputo, ma non avrebbe fatto niente per impedire il tutto. Lo stesso si può dire per un'altra carica pubblica dello Stato, l'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino, che adesso è indagato per falsa testimonianza. Molto importante è per la democrazia riuscire a capire se ci sono dei lati oscuri all'interno delle istituzioni. Se Napolitano sapeva, perchè non ha fatto niente? Non si tratta anche da parte sua di un intrigo relativo alla mafia che è ancor più grave, visto che proprio a lui spetta un ruolo rappresentativo molto importante nel nostro Paese?

Editoriale di Alessandro Sallusti, il Giornale (rif. 100612)
RA N.13/120612

Siamo alla beffa. Un'indagata al vertice della Rai dei tecnici eticamente superiori. Non so se Monti ne fosse al corrente, ma Anna Maria Tarantola, da lui designata alla presidenza della tv di Stato, è sotto inchiesta per non aver impedito, nella sua qualità di vicedirettore di Bankitalia, l'immissione sul mercato bancario dei titoli tossici che hanno messo sul lastrico migliaia di risparmiatori e imprenditori.

Accuse pesanti, se non venissero dai pm della Procura di Trani, autrice, insieme a quella di Napoli, di scoop giudiziari che si sono rivelati enormi bufale. Come l'inchiesta che coinvolse Berlusconi e Minzolini sul caso Santoro-Minzolini che costò comunque il posto all'allora capo dell'authority di controllo delle comunicazioni. Inchieste mediatiche, che ovviamente, e per fortuna, non vengono riproposte nel caso della signora Tarantola, che almeno per quanto ci riguarda e salvo prova contraria, può dormire sonni tranquilli.

Non sarei invece così tranquillo sul futuro della Rai in mano a una coppia di banchieri (anche il designato nuovo direttore generale arriva da quell'ambiente), non per preconcetto ma per fatti concreti. Già abbiamo affidato il Paese ai magistrati ritenendoli casta superiore quando i dati e le sentenze europee certificano che la nostra giustizia è la peggiore del continente. Non vorrei che ora si ripetesse lo stesso errore con i banchieri. Ciò che gli era stato affidato, il sistema bancario italiano, negli ultimi cinque anni ha, infatti, perso oltre il cinquanta per cento del suo valore, con punte al novanta. Se tanto mi dà tanto, non vorrei che la Rai perdesse percentuali simili in audience e autorevolezza. Anche perchè l'attuale direttore generale, Lorenza Lei, risorsa interna, aveva iniziato un risanamento che stava dando risultati più che apprezzabili.

Misteri della politica, anche se più che poteri forti queste scelte sembrano dettate da poteri occulti. Ma a Monti tutto è permesso, anche fregarsene, giustamente, dei curricula macchiati da avvisi di garanzia. Così come a Napolitano è concesso ricordare con nostalgia, come ha fatto ieri in una intervista, i bei tempi del comunismo e dire di aver cambiato poi idea senza però aver pagato dazio. E aggiungere che Berlusconi è pratica archiviata. Tanto, a prendere atto che ancora una volta si sbagliava, farà sempre tempo, nonostante l'età avanzata.