Nel Paese persiste la politica degli egoismi e delle ideologie, si è in presenza di politica tossica per le libertà e per la democrazia, capace di generare danno esistenziale nei cittadini esposti. Da qui la necessità di un progetto di politica alternativa per la tutela del benessere comune.

 

Lettera di Silvio Berlusconi
RA N.28/220313 

 

Cari Cittadini del Popolo della Libertà,

 

innanzi tutto voglio dirvi il mio più caloroso grazie per i tantissimi messaggi di vicinanza e di incoraggiamento che mi sono arrivati nei giorni in cui sono rimasto al San Raffaele. Il sapere di poter contare sulla stima e sull'affetto di così tanti amici è stata per me la medicina migliore.

Sono tornato subito in campo perché la situazione è grave.

La prima preoccupazione è per la nostra situazione economica e sociale: i disoccupati continuano ad aumentare; nel 2012 hanno chiuso mille imprese al giorno; le nuove tasse volute da Monti strangolano famiglie e imprese.

Ieri il nostro commissario europeo Antonio Tajani ha ottenuto la disponibilità dell'Unione europea a tenere fuori dal Patto di stabilità il pagamento dei debiti dello Stato verso le imprese. Una battaglia in cui ci siamo impegnati per oltre un anno, il cui buon esito consentirà di immettere liquidità e fiducia nel nostro sistema produttivo.

Ma per uscire dalla recessione e ripartire verso lo sviluppo occorrono interventi forti, decisi e precisi, e soltanto un governo esperto, stabile e autorevole che scaturisca da un accordo tra il PD e la nostra coalizione può realizzarle.   

Ci siamo dichiarati disponibili a questo accordo ma in cambio abbiamo ricevuto insulti, disprezzo, Presidenti di sinistra alla Camera e al Senato, il rifiuto di una intesa su un Presidente della Repubblica di garanzia.

Una occupazione militare di tutti i vertici istituzionali che contraddice quanto promesso da Bersani durante la campagna elettorale.

 

NON POSSIAMO ACCETTARLO

 

Continueremo una mobilitazione permanente nelle istituzioni, nelle piazze, nei media. Cominceremo sabato prossimo a Roma, manifestando tutti insieme contro l'oppressione fiscale, contro l'oppressione burocratica, contro l'oppressione giudiziaria. L’appuntamento è per le 15 in Piazza del Popolo che diventerà la Piazza del Popolo della Libertà. 

Vi aspetto! Un fortissimo abbraccio,


ANDAREPERPENSIERI/9/3/09
RA N.27/210313 

«Parlo del gregariato, del pecoronaggio, della mania emulativa, della gratificazione che credi di ricevere in cambio, dal fatto di sentirti parte di un gruppo.

Per le mie caratteristiche umane, ho sempre faticato a legare con la comitiva di turno ... le cose si aggravarono quando iniziai le scuole superiori in città. Basti dire che quando i miei nuovi compagni di classe mi chiedevano da che parte saltavo fuori, io rispondevo gentilmente, ma non crediate che fosse una sensazione piacevolissima vedere dipingersi sui loro visi uno stupore sconfinato, come se, invece di aver pronunciato il nome del mio remoto villaggetto, avessi citato una sperduta località dell'Africa Nera. Tale e tanta era (ed è tutt'oggi) la notorietà goduta dal mio paesello fra gli amici cittadinotti.

Insomma, fin qui niente di nuovo, sto parlando di un'esperienza probabilmente familiare a tantissime persone. La cosa che mi ha invece leggermente esaltato oggi, andando per pensieri, è stato considerare come allora non mi rendessi conto di quanto fossi fortunato. Ma come? Avevo il privilegio di poter rimanere distinto da aggregazioni banalizzanti varie, e quasi quasi pure me ne dispiacevo? Ma che fesso che ero. Non solo: non avevo nemmeno capito che il mio passaggio in città aveva comportato effettivamente una promozione in grado. Il mio paese, per quelli di città, "non esisteva": quale miglior occasione per cogliere appieno i vantaggi di una "fu-mattia-pascal-izzazione" della mia identità sociale?

Ma i primi barlumi di consapevolezza iniziavano a farsi strada in me proprio a quell'epoca. Da allora infatti, ad ogni mio rinnovato ingresso in consessi civili (la compagnia militare, quella dell'università, ''Forza Italia'' e altre), mi sono sempre preoccupato con sommo scrupolo di aggregarmi agli individui più rigorosamente reputati come "perdenti" dall'opinione comune. Ben conscio del fatto che venire sconfitti per eccesso di singolarità, di contro ad una "visione media" (per non dire "mediocre") delle cose del mondo, è la miglior vittoria.
Ed oggi, laddove sento puzza di emulazione, olezzo di gente in competizione aggregativa al fine quasi unico di escludere altri, se posso e se sono in grado, sono lieto di ritrovarmi con grande soddisfazione perdente, scartato e felice».

NOTA 2/3 - Inviata a Daniela Santanchè, p.c. a Silvio Berlusconi
RA N.26/200313
 

Il Direttivo ha approvato gli "otto punti" scopiazzati a destra e a manca da Bersani, centrando l'obiettivo di salvare il partito nel dopo-elezioni. Il prescelto doppio, dalle primarie e dalla sorte, invece di sbrogliare l'ingovernabilità del Paese temporeggia, è in cerca di facili avventure sulla statale Adriatica. Sempre più italiani risultano esposti a povertà crescente. Gli Organismi Geneticamente Modificati dal comunismo hanno anteposto il loro egoismo alle emergenze degli italiani. Tentano di bloccare la democrazia, vaneggiano una ''Italia giusta". Gli OGM sono fatti così.

Tizio, membro del direttivo PD, non ha esitato a definire i ''punti" di Bersani incomunicabili, aggiungendo che quelli non sono otto ma cinquanta punti. Caio ha accennato al problema della classe dirigente del partito. Sempronio è già pronto a dare il cambio a un Bersani s-finito, per proseguire nella stessa direzione.
Hanno convenuto il ritorno nelle piazze per "stanare e convincere" coloro che, secondo la loro testa, vogliono generare una "terza guerra mondiale". E' quest'ultimo un indicatore di buon auspicio per chi ama la libertà e rispetta la democrazia. A riferimenti "non convenzionali" segue la resa del PD; è già successo altre volte, prima con la "gioiosa macchina da guerra" di Occhetto, poi con la "bomba atomica" delle primarie di Bersani. Se è vero che non c'è due senza tre, la "terza guerra mondiale" menzionata nel Direttivo dovrebbe portare il PD a una nuova resa, se non alla sconfitta.
D'Alema, però, ha detto chiaro e forte che gli ''otto punti'' di Bersani non sono una proposta, ma l'indicazione di direzione, senza bussola. Conoscendo il linguaggio degli OGM, c'è da essere seriamente preoccupati per la democrazia del Paese.
Beppe Grillo si è rivelata persona emozionata ed emozionante, capace di dare rappresentanza a cittadini delusi. E' poco probabile che una persona sana di mente, che sta vivendo un "sogno", possa accettare un "abbraccio mortale" dal mandatario degli OGM. Attenti, però, molti grillini sono in tuta mimetica!

L'instabilità è l'assillo del 65% delle famiglie, del disoccupato, del sotto occupato. Responsabilmente Silvio Berlusconi ha intercettato le esigenze dei cittadini. Con professionalità, merce rara in politica, ha programmato e pianificato tre punti essenziali per la convivenza civile: la restituzione dell'IMU, il taglio delle tasse per chi assume i giovani, l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.
Il reclamo dei ''delusi'', dei quali Grillo si fa potavoce, va analizzato e risolto; un reclamo rappresenta un'occasione di miglioramento. Per il bene di quelli che verranno dopo di noi, la Politica/Servizio espressa in questi anni da Berlusconi va attivata e diffusa anche sul territorio, da persone meritevoli e capaci.

E' dal 1994 che si perpetra impunemente la mostrificazione di Berlusconi, ormai era sopraggiunta l'assuefazione. Dopo il flop del PD alle recenti elezioni si è passati dal fango alla vessazione vera e propria della persona; metodo di staliniana memoria. Vergognoso per chi lo riadotta, umiliante per l'Italia.
E' il calvario di Silvio Berlusconi e della Democrazia reale! La ragione del barbaro accanimento è una: il Presidente del PdL è il solo in grado di fermare l'azione degli OGM, come e quando vuole. Le istituzioni della democrazia virtuale restano alla finestra; silenzio-assenso? La politica del potere per il potere praticata da Bersani/PD non è compatibile con la democrazia reale.

NOTA 1/3 - Cittadino comune all'on. Daniela Santanchè
RA N.25/200313 

Si definiscono politici ma sono OGM della politica, atti ad alimentare i cittadini emotivi con "scandali" spacciati ad arte da certi esponenti della magistratura e da organi della disinformazione. Molti Organismi Geneticamente Modificati si ritrovano nelle file del Pd. Quando parlano di democrazia, si riferiscono alle primarie delle truppe cammellate. Quando parlano di governo del Paese, hanno in testa la gestione dell'apparato. Vengono ascoltati non più di tanto; i comuni mortali hanno imparato a riconoscerli e a leggerli. L'ennesimo flop nazionale del Pd ha radici antiche, profonde e robuste.

Le truppe degli OGM hanno offerto agli italiani: Bersani. Il segretario Pd si è già dimostrato persona dalla limitata capacità a formare un governo per affrontare le emergenze dell'Italia. Bersani ha già sbagliato la prima mossa aprendo l'uscio a uno, e non democraticamente, responsabilmente, civilmente a entrambi i suoi Colleghi ai quali gli italiani, con equilibrio di giudizio, vogliono affidare il Paese. L'Italia ha assolutamente bisogno di essere governata.
"Se non puoi battere il tuo nemico alleati con lui (Sun-Tzu)". Riferimenti storici e Dati oggettivi non vengono nemmeno presi in considerazione da Bersani.
L'antico D'Alema ha parlato: "Le forze che si sono aspramente contrapposte potrebbero assumere una comune responsabilità e farlo in modo nuovo rispetto alla politica tradizionale". In vista di un Governo precario e diversamente abile c'è più sintonia di quanto non appare fra l'azione di Bersani e le parole di D'Alema. In lingua OGM il duetto, Monti insegna, ripete il ritornello della Canzone di Bacco: ''Chi vuol esser lieto-sia, di doman non c'è certezza''. Intanto, in attesa del ''modo nuovo'' di fare politica alla D'Alema, le emergenze degli italiani possono aspettare!

In questo momento per le Istituzioni è importante diffondere nuova fiducia tra i cittadini. E' fondamentale iniziare a sciogliere i nodi; s'incominci col dichiarare di voler saldare i debiti pregressi alla democrazia reale, partendo dall'alternanza politica alla presidenza della Repubblica.
Di certo è che il presidente Giorgio Napolitano sarà costretto agli straordinari.