Nel Paese persiste la politica degli egoismi e delle ideologie, si è in presenza di politica tossica per le libertà e per la democrazia, capace di generare danno esistenziale nei cittadini esposti. Da qui la necessità di un progetto di politica alternativa per la tutela del benessere comune.

 

IL MOSAICO DELLA DEMOCRAZIA REALE (8/17)
RA N.32/150413

8. Noi siamo le donne e gli uomini che amano la libertà e che vogliono restare liberi. Siamo i moderati italiani, siamo il Popolo della libertà e siamo l’unico vero baluardo della democrazia e della libertà per l’Italia e per gli italiani.

9. Si è votato il 24 e 25 febbraio. Sono passati 50 giorni e non abbiamo ancora uno straccio di Governo. La situazione economica diventa ogni giorno più drammatica. Se ci sarà una intesa rispettosa di tutti, che parta dalla necessità di alleggerire il peso insostenibile delle tasse, che dia respiro alle famiglie e alle imprese, che spazzi via l’oppressione fiscale, l’oppressione burocratica, l’oppressione giudiziaria, che sia tale da far ripartire l’economia, noi ci saremo e saremo in prima fila nel superiore interesse del Paese.

10. Le strade sono due: o accettate di dialogare con noi, di scegliere con noi il Capo dello Stato e di formare con noi il nuovo governo, oppure l’interesse del Paese e la gravità della situazione esigono che si torni subito al voto.

11. I signori del PD, con lo 0,3% di voti in più, si sono presi il Presidente della Camera, il Presidente del Senato, hanno già il Presidente della Corte Costituzionale, vogliono prendersi il Presidente del Consiglio e si vogliono prendere anche il Presidente della Repubblica! Vogliono prendersi tutto, vogliono mettersi la democrazia sotto i piedi, vogliono escludere dalle istituzioni la gran parte del Paese che non li ha votati e non si fida di loro…

12. Potremmo stare qui per delle ore a soffermarci sulle montagne, sui muri, sui macigni che separano questi signori dalla nostra concezione di libertà, di economia di mercato, di Stato di diritto. Il loro credo è il centralismo, il dirigismo, lo statalismo, ovvero il contrario del nostro, che è la libertà, il libero dispiegarsi delle energie di ogni persona.

13. La loro concezione dello Stato discende dalla concezione dello Stato autoritario, dello Stato-padrone, dello Stato come fonte stessa dei diritti, che invece noi pensiamo appartengano già per diritto naturale a tutti noi come persone. Per noi questi diritti vengono prima dello Stato. Per loro è lo Stato che li conferisce ai cittadini e che quindi, quando lo ritenesse opportuno, può diminuirli, toglierli, calpestarli. Per noi lo Stato deve essere al nostro servizio, mentre loro ritengono che siano i cittadini a dover essere al servizio dello Stato.

14. Da questo “credo”, deriva l’idea dello Stato che fa tutto, che controlla tutto, che vuole sapere tutto, che può violare la tua privacy, che regolamenta tutto. Lo Stato professore, lo Stato medico, lo Stato maestro, insomma esattamente l’opposto dello Stato a cui pensiamo noi: uno Stato che si occupi soltanto e bene dei servizi essenziali, e che per tutto il resto lasci libertà totale ai suoi cittadini.

15. Esiste uno spartiacque profondo tra noi e loro, sul modo di vedere la società e il rapporto tra il cittadino e lo Stato. Non vi è consentito di darci lezioni, non vi è consentito di stabilire chi è presentabile e chi non lo è, non vi è consentito di concedere o di negare a nessuno patenti di libertà e di democrazia! Abbiate rispetto di chi ha compreso le cose 50, 60,70 anni prima di voi.

16. Avete sbagliato tutte le scelte di fondo della storia; non avete alcun titolo per ergervi a maestri di politica, e men che meno a maestri di morale. 
“Siamo noi che dovremmo avere problemi a collaborare con voi”, eppure è tale il dramma che l’Italia vive, che noi siamo pronti a mettere l’interesse dell’Italia prima del nostro interesse di partito.

17. La persecuzione giudiziaria ha già di fatto pesantemente condizionato in tutti questi anni la vita politica e la guida del Paese, e ha danneggiato direttamente tutti gli italiani. Quindi non è solo un pericolo e un danno potenziale alla libertà di ciascuno di noi, ma è stato ed è un danno effettivo, economico e sociale, perché ha ostacolato e ostacola il governo del Paese e anche le riforme. Vi ricordate quando ci hanno mandato a casa dal governo nel ’94 con una accusa dalla quale sono stato poi assolto con formula piena per non aver commesso il fatto, perché il fatto non sussiste? Noi chiediamo che i magistrati debbano rispondere come tutti i professionisti dei loro errori, se commessi con malafede o con grave negligenza. Nel 1987, dopo la commovente e tragica battaglia di Enzo Tortora, l’80% per cento degli italiani disse sì alla responsabilità civile dei magistrati, ma, subito dopo, quella decisione fu tradita. Noi vogliamo ripercorrere la via decisa dal popolo sovrano. I magistrati per bene, che sono la grande maggioranza, non hanno nulla da temere. Devono preoccuparsi solo i magistrati faziosi, soprattutto quelli che usano la giustizia a fini di lotta politica. Per ora a preoccuparsi sono i cittadini che rischiano di finire vittime della politicizzazione dei magistrati!

Forza Italia
RA N.31/070413 

 

Care amiche, cari amici, mentre le altre forze politiche sembrano impegnate a perdere tempo, noi del Popolo della Libertà teniamo sempre in mente l’interesse del Paese e nella settimana che inizia il 15 aprile, presenteremo in Parlamento otto disegni di Legge che costituiscono la prima applicazione del programma che ha portato la coalizione di centrodestra a un soffio dalla vittoria nelle ultime elezioni.

 

 

Sono otto proposte concrete, che avranno un immediato impatto positivo sull’economia reale e sulla società, soprattutto per quanto riguarda la creazione di nuovi posti di lavoro. Otto punti su cui si sono espressi i cittadini e che porteremo avanti con impegno quotidiano nel nostro lavoro parlamentare. Mentre la politica si impantana, si fa del male e ci fa del male, noi avvertiamo la necessità e l’urgenza di cambiare rotta per ridare alle famiglie e alle imprese la fiducia e la forza di andare avanti in una situazione economica davvero difficile. Per questo motivo, sabato 13 aprile a Bari, illustreremo il contenuto di questi otto "Disegni di Legge", già pronti per essere presentati al Senato della Repubblica. E che riguarderanno:

1. L’abrogazione dell’IMU sulla prima casa, sui terreni e sui fabbricati funzionali alle attività agricole e la restituzione degli importi versati nel 2012.
2. La revisione dei poteri di Equitalia, con particolare riferimento alle sanzioni, alle maggiorazioni di interessi e ai meccanismi di rateizzazione.
3. Il riconoscimento alle imprese - per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di giovani, disoccupati e cassintegrati - di una detrazione (sotto forma di credito d’imposta) per i primi 5 anni dei contributi relativi ai lavoratori assunti, nonché l’esenzione, per questi ultimi, dall’IRPEF sul salario percepito.
4. Il passaggio dalle autorizzazioni burocratiche ex-ante ai controlli ex-post, per quanto riguarda lo svolgimento di ogni attività di impresa.
5. L’abolizione dei contributi pubblici per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici.
6. Le norme per la riforma del sistema fiscale.
7. Le disposizioni di revisione della Costituzione per quanto riguarda l’elezione diretta del Presidente della Repubblica e il rafforzamento dei poteri del Presidente del Consiglio dei Ministri.
8.  Le disposizioni per la riforma della giustizia.

Queste nostre proposte hanno in sé la forza di un cambio di passo, di uno shock istituzionale ed economico, che tende da un lato, allo sviluppo e al rilancio della nostra economia e, dall’altro, al ritorno della fiducia nello Stato, il cui compito resta quello di creare le condizioni adatte perché i cittadini possano realizzare le proprie ambizioni e i propri progetti. È questo che il Paese ci ha chiesto con il voto. È con questi primi atti che intendiamo recuperare l’orgoglio di essere italiani, l’orgoglio di crescere, l’orgoglio di sprigionare le energie che ciascuno hain sé. Grazie per l’attenzione e per il sostegno.

CI VEDIAMO TUTTI SABATO PROSSIMO, 13 APRILE,
IN PIAZZA DELLA LIBERTA' A BARI.

Un abbraccio a tutti. Cordialmente, Silvio Berlusconi.

Da Giuseppe Maria Ianniello a Giovanni Piaia - Assessore Servizi sociali
RA N.30/290313 
 

 

Questa mattina andando da Porta Nuova a Piazza del Popolo, venti minuti di strada a piedi, ho incontrato tanti poveri elemosinanti, ne ho contati cinque: giovani e meno giovani, uomini e donne, neri e bianchi. Si evince che a Ravenna, negli ultimi dieci anni, è calata l’attenzione dei Servizi sociali verso i “più poveri”.

 

 

«Premesso che l'accesso ai servizi assistenziali è un diritto di civiltà, che non è una concessione della politica alle classi più deboli, è necessario evidenziare che non sono condivisibili le linee che guidano il Consorzio per i servizi sociali; senza considerare che il consiglio di amministrazione del Consorzio è allargato, mentre l'organico di chi lavora è scoperto.

- Molte situazioni di disagio nell’area degli adulti sono affrontate in modo effimero e lesivo della dignità umana. Nella città candidata a Capitale europea della cultura, molte situazioni si possono lenire con l'inserimento in lavori socialmente utili.

- Il continuo aumento del numero dei minori assistiti sta a indicare che le azioni di prevenzione attivate in quest'area non sono efficaci, che rimane scarsa la capacità della scuola di relazionare e di integrarsi con la famiglia. Nella nostra città, la mediocrità negli insegnanti, invece di perseguire la crescita culturale dei nostri figli, preferisce spesso dedicarsi alla formazione ideologica.

- Non è condivisibile neanche la scelta di arricchire l'offerta assistenziale con l'introduzione di nuove prestazioni per far fronte a nuove esigenze d’importanza secondaria. In questo periodo di “magra”, in cui occorre razionalizzare i servizi, è necessario garantire l’essenziale a tutti.

 

La richiesta di servizi sociali è in continua crescita, vuoi per l'aumentata povertà, vuoi per l'esplosione a Ravenna dei problemi connessi all'immigrazione. Mente e sa di mentire, però, chi dice che un Governo che taglia i soldi a Regione e Comune sottrae servizi ai “più deboli”; è solo una questione oggettiva, di scelta prioritaria nei confronti dei “deboli veri”, dei meno tutelati.

La pratica-sinistra di ‘’attaccare per difendersi’’ è un gioco sleale, significa assumere un atteggiamento di generica svalutazione d'impegno ideologico e politico nei confronti di tutti i cittadini».

 

RECLAMO SERVIZI SOCIALI - L’amministrazione del Comune di Ravenna non dedica sufficiente attenzione alla povertà vera, visibile e diffusa. Sono state rilevate due gravi non-conformità. I Servizi sociali non perseguono il continuo miglioramento delle loro prestazioni in favore delle fasce “più deboli”: innanzitutto con l’attivazione di azioni preventive efficaci, poi con idee e progetti praticabili.

Palestra Azzurra
RA N.29/260313 

 

Il Popolo che ha votato con equilibrio di giudizio chiede al presidente Giorgio Napolitano il governo per l’Italia. L'egoismo di Organismi Geneticamente Modificati dal comunismo è di intralcio alla formazione di un governo adeguatamente equilibrato, per la gestione delle emergenze del Paese. Cosa fare? Attivare rapidamente l'uso del comune "buon senso": assecondare il volere del Popolo sovrano, programmare e pianificare il riesame per la politica. Qualsiasi forma di temporeggiamento implica perdita di tempo, inefficacia e inefficienze della politica, se non danni per le famiglie; Monti docet. L'Italia tutta ha bisogno di certezze.

RENATO BRUNETTA - CAPOGRUPPO PdL ALLA CAMERA

«Diciamo le cose come stanno: i programmi di politica economica di PdL e PD sono assolutamente sovrapponibili. E’ questa la chiave di tutto, il resto sono chiacchiere e Bersani non provi a far melina.

Io e Fassina sulle questioni economiche la pensiamo allo stesso modo. Se io e lui parliamo del passato non possiamo essere d’accordo sulla demonizzazione di Berlusconi; lo siamo invece sul giudizio negativo del governo Monti. Siamo d’accordo anche sul futuro perché abbiamo la stessa visione dell’Europa e contro le politiche di austerity. Sul nuovo governo siamo indisponibili a trucchi e inganni.

Facevo parte della delegazione che ha incontrato il capo dello Stato per le consultazioni. Ho chiaramente capito che il presidente Napolitano vuole l’unità nazionale e non governi ballerini».

 

DANIELE CAPEZZONE - PORTAVOCE NAZIONALE DEL PdL

«La nostra ricetta di governo é: ’’Meno tasse sulle imprese e sul lavoro e meno tasse sulle famiglie’’. Se gli altri vogliono fare i marziani e continuare a discutere di cose non prioritarie noi non ci stiamo. Domani deporremo queste nostre proposte. I temi veri sono economia, tasse, lavoro e crescita.

Finora Bersani si e’ infilato in un vicolo cieco, se fa marcia indietro e vuole parlare bene altrimenti al voto. Siamo sicuri che vinceremo noi e una settimana dopo il paese avrebbe un governo di gente liberale, capace e in grado di governare».

 

MAURIZIO GASPARRI - SENATORE PdL

«Prima hanno vituperato la proposta del PdL di abolire l’IMU sulla prima casa, poi tutti a sinistra si sono messi a rincorrere Berlusconi. Bersani ha proposto l’abolizione dell’IMU fino a cinquecento euro, ora la Camusso raddoppia e propone l’esenzione fino a mille euro. In realtà si tratta solo di goffi e vani tentativi di recuperare credibilità. Molto meglio la nostra chiara proposta per l’abolizione totale dell’IMU sulla prima casa. Comunque, prendiamo atto del pentimento degli amici delle tasse».

 

MAURIZIO LUPI - DEPUTATO PdL

«Berlusconi ha dato la sua disponibilità alla costruzione di un governo di responsabilità, certo é che Bersani deve cambiare il suo pregiudizio verso Berlusconi e il PdL, perché le spese di questo atteggiamento lo paga l’Italia.

Le grandi coalizioni vanno fatte insieme, non si tratta di un governo tecnico ma politico, fatto su punti concreti. La posizione di Berlusconi é frutto di un ragionamento comune. Crediamo che ci sia un solo binario, altrimenti l’altra strada é tornare rapidamente al voto, ma Bersani se ne dovrà assumere la responsabilità».

 

GIORGIO LAINATI - DEPUTATO PdL

«L’onorevole Moretti, da comunicatrice di punta del PD, equilibrata e moderata, parlando del Presidente Berlusconi si trasforma in una perfetta interprete della macchina dell’odio, che da 20 anni accompagna e caratterizza la sinistra.

L’obiettivo di espellere l’odiato ex-premier dal Parlamento, per la Moretti e i bersaniani é diventato il primo punto del programma di governo. Piuttosto che occuparsi della crisi economica e di milioni di disoccupati nel nostro Paese, per la sinistra é prioritario eliminare l’avversario di sempre, anche per compiacere i ‘’grillini’’, nella speranza di poter governare insieme. Sarebbe un abbraccio mortale che porterebbe l’Italia nel baratro».

 

LUCIO MALAN - SENATORE PdL E QUESTORE DEL SENATO

«La rinuncia al Treno ad Alta velocità rientra pienamente nel disegno per affossare l’Italia portato avanti da Beppe Grillo e dal suo movimento personale, non a caso sostenuto da grandi interessi. Bisogna dire molto chiaro agli italiani che rinunciare a quell’opera costerebbe nel medio termine molte centinaia di migliaia di posti di lavoro, poiché ci troveremmo tagliati fuori dai grandi flussi commerciali, che si sposterebbero a nord delle Alpi.

La prima vittima naturalmente sarebbe il Piemonte che perderebbe anche il nodo di incrocio tra il grande collegamento Est-Ovest, e quello Nord-Sud Genova Amsterdam, in grado di garantire da solo centomila posti di lavoro. Il Partito democratico deve spiegare, in particolare ai piemontesi, se è disposto a gettare centinaia di migliaia di famiglie nell’indigenza in cambio dell’appoggio a Bersani degli estremisti di Grillo».

 

MARIASTELLA GELMINI - VICE CAPOGRUPPO VICARIO PdL ALLA CAMERA

«Tutto fumo e niente arrosto. Questo stanno dimostrando di essere Beppe Grillo e i suoi parlamentari. Un misto di dilettantismo, incompetenza, ignoranza e inconsapevolezza delle situazioni e delle realtà importanti. Come dimostra anche la vicenda della Tav, argomento di cui i ‘’grillini’’ non conoscono approfonditamente tutti gli aspetti e sul quale hanno deciso di richiedere l’istituzione di una Commissione d’inchiesta».

 

ALESSANDRO PAGANO - DEPUTATO PdL

«Il tragico epilogo della vicenda dei nostri due Marò é l’ennesimo fallimento di Monti e del suo governo: espressione di totale inadeguatezza del ruolo istituzionale ricoperto, di presunzione e protervia che non solo hanno danneggiato la credibilità dell’Italia di fronte ad 1 miliardo di cittadini indiani e al mondo intero, ma messo a repentaglio l’incolumità di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, nonché del nostro ambasciatore a New Delhi Daniele Mancini e, per il rischio ritorsioni, di tutti i nostri connazionali presenti in India, senza contare il danno per le grandi imprese italiane impegnate in un fecondo e crescente interscambio con il gigante asiatico.

Queste ragioni sono più che sufficienti per legittimare la nostra richiesta di dimissioni di Mario Monti da Senatore a vita, considerando anche che ha ottenuto tale incarico senza avere alcun merito specifico, né sulla base di una qualche investitura popolare».