Nel Paese persiste la politica degli egoismi e delle ideologie, si è in presenza di politica tossica per le libertà e per la democrazia, capace di generare danno esistenziale nei cittadini esposti. Da qui la necessità di un progetto di politica alternativa per la tutela del benessere comune.

 

Antonio Palmieri - Responsabile Internet PdL
RA N.40/120713

«Siamo oramai alla vigilia di una decisione che potrebbe cancellare per via giudiziaria vent'anni di storia politica e privare di rappresentanza decine di milioni di italiani che dal 1994 hanno votato Berlusconi leader dei moderati.
Non è in questione solamente il destino di una persona che pure ha messo in gioco tutto se stesso vent'anni fa, invece di cercare un comodo accordo con i previsti vincitori. Sono in gioco i nostri valori, la democrazia, la libertà, la possibilità per i cittadini del nostro Paese di scegliere da chi vogliono essere governati.

 

E' come se fossimo tornati all'autunno del 1994. Allora un articolo del Corriere della Sera recapitò a Berlusconi il suo primo avviso di garanzia, senza che lui ne fosse informato prima dai magistrati e mentre presiedeva a Napoli l'assemblea Onu contro la criminalità organizzata.

IL 10/7/2013 UN PEZZO DELLO STESSO QUOTIDIANO HA "MESSO IN GUARDIA" !!!
Se la Cassazione avesse rispettato i normali tempi di giudizio, dopo la condanna definitiva di Berlusconi, OVVIAMENTE L'ASSOLUZIONE NON E' IPOTESI CONTEMPLATA, si sarebbe perso almeno un anno perchè parte della pena sarebbe stata prescritta e dunque sarebbe stato necessario un altro processo in appello per ridetermiarla
».
POCHE ORE ORE DOPO, LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE DI ANTICIPARE AL 30 LUGLIO LA SENTENZA !!!

Il Corriere, secondo Sallusti, è da vent’anni "la voce delle toghe milanesi". Il Corriere della Sera, secondo il direttore del Giornale, sarebbe colpevole di aver "lanciato un appello mafioso alla Cassazione".

«In questa situazione, siamo mobilitati, tutti insieme. Dobbiamo essere consapevoli delle nostre ragioni e così essere capaci di farle conoscere a tutti i cittadini, compresi coloro che non ci votano ma che non sono accecati dall'odio contro Berlusconi».

REFERENDUM RADICALI 2013
RA N.39/300613


RESPONSABILITA' CIVILE DEI MAGISTRATI

Perché non si ripetano più casi come quelli di Enzo Tortora: processi-mostro al termine dei quali i responsabili non pagano mai, perché in tempi rapidi il cittadino possa ottenere il giusto risarcimento per danni e per le ingiustizie patite.
Con questi due quesiti si intende rendere più agevole per il cittadino l'esercizio dell'azione civile risarcitoria (indiretta) nei confronti dei magistrati, e ciò anche per i danni da questi cagionati nell'attività di interpretazione delle norme di diritto o nella valutazione dei fatti e delle prove.

MAGISTRATI FUORI RUOLO

Perché centinaia di magistrati dislocati nei vertici della Pubblica Amministrazione tornino alle loro funzioni originarie, così da smaltire l'enorme quantità di processi che si sono cumulati, destinati inesorabilmente a diventare carta straccia per prescrizione.
Si intende porre un freno al fenomeno dei cosiddetti "fuori ruolo", ossia a quei magistrati collocati presso gli uffici legislativi dei gabinetti ministeriali, garantendo con ciò la separazione dei poteri ed eliminando la commistione tra magistratura e alta amministrazione.

CUSTODIA CAUTELARE

Perché attualmente migliaia di cittadini vengono arrestati, e restano in carcere in attesa di processo per mesi, in condizioni incivili. Perché il carcere preventivo, cioè prima della sentenza di condanna, si applichi solo per reati gravi.
Lo strumento della custodia cautelare in carcere ha subìto una radicale trasformazione: da istituto con funzione prettamente cautelare, a vera e propria forma anticipatoria della pena con evidente violazione del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza. Con questo referendum si intende quindi limitare la possibilità di ricorrere al carcere prima di una sentenza definitiva.

ERGASTOLO

Perché vogliamo sia applicata la Costituzione. La detenzione deve avere, come finalità la rieducazione del condannato: è un principio di civiltà giuridica in clamorosa contraddizione con il carcere a vita e il "fine pena mai".
Abolire il carcere a vita significa superare il concetto di pena come vendetta sociale. In molti Paesi europei, e non solo europei, l'ergastolo non è previsto neppure come ipotesi. Quello che deve essere chiaro, al di là delle opinioni politiche e personali, è che la nostra Costituzione afferma che la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. E il 'fine pena mai' è incompatibile con questo principio costituzionale.

SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI MAGISTRATI

Perché è un diritto del cittadino essere giudicato, come avviene in tutte le democrazie occidentali, da un "giudice terzo", obiettivo e imparziale. Obiettività e imparzialità che si ottiene, come diceva Giovanni Falcone, solo separando le carriere del Pubblico Ministero e del Giudice.
Il modello processuale del Giusto Processo imposto dall'art. 111 della Costituzione è proprio di ogni democrazia liberale, non può realizzarsi senza un giudice "terzo", ossia realmente equidistante tra il Pubblico Ministero e il difensore. 

I Referendum si possono firmare presso le segreterie e gli uffici elettorali di tutti i Comuni d'Italia.
Informati presso il tuo Comune sugli orari e il luogo preciso.
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Per eliminarmi dalla vita politica del Paese
RA N.38/260613

Ero veramente convinto che mi assolvessero perché nei fatti non c'era davvero nessuna possibilità di condannarmi. E invece é stata emessa una sentenza incredibile, di una violenza mai vista né sentita prima, per cercare di eliminarmi dalla vita politica di questo Paese.
Non é soltanto una pagina di malagiustizia ma é anche un'offesa a tutti quegli italiani che hanno creduto in me e hanno avuto fiducia nel mio impegno per il Paese. Ma io, ancora una volta, intendo resistere a questa persecuzione perché sono assolutamente innocente e non voglio in nessun modo abbandonare la mia battaglia per fare dell'Italia un paese davvero libero e giusto. 

 

 

 

"Al contrario del presidente Berlusconi, non ho mai pensato, nemmeno per un attimo, che il tribunale di Milano potesse assolverlo. Sono vent’anni che vogliono condannare Berlusconi. Ero certa che siccome ci sono dei pm politicizzati, che per fortuna sono soltanto una parte della magistratura italiana, che sono insieme a una parte politica che non vuole vincere su avversari per vie democratiche, sarebbe finita così. Come italiana, mi sento offesa da questa sentenza".

Daniela Santanché, deputata del PdL

 

«Per aver ucciso Marta Russo a Scattone sono stati dati sei anni, a Ferraro quattro, così, per avere una pietra di paragone. La magistratura milanese ha deciso di cavarsi la soddisfazione e la condanna a sette anni per Ruby mette la ciliegina su una torta di sentenze abnormi: i 564 milioni di euro da dare a Carlo De Benedetti, i 100.000 euro al giorno di alimenti a Veronica, la condanna per l'ascolto della telefonata Fassino-Consorte.
Abnormità scaturite dal ruolo di Berlusconi in politica, se non fosse stato un leader politico quelle sentenze così sproporzionate non ci sarebbero mai state
»
. 

                                 Mario Adinolfi, deputato del Pd, 25 giugno 2013

Da Giuseppe Maria Ianniello a Daniela Santanché
RA N.37/250613

Un enorme sconforto prende i cittadini liberi, liberali e democratici nel vedere com’è ridotta la Giustizia e la convivenza civile nel nostro Paese, a seguito della sentenza sul caso Rubygate. L’associazione Palestra Azzurra condivide punto per punto, parola per parola, le considerazioni del capogruppo in consiglio regionale per il Pdl - Emilia Romagna, Gianguido Bazzoni.

La rossa, rossa,

che m...agistrato!

«Una sentenza che ribalta tutte le risultanze processuali, in cui era palese a tutti come: non vi fosse il reato, non vi fosse la parte lesa, non vi fosse il movente, non vi fossero i riscontri, non vi fossero testimonianze accusatorie di reati, non vi fossero documenti se non pezzi di intercettazioni in cui si parlava di tutto ma non di reati o condotte punibili penalmente.
Inventare una sentenza su una condotta morale (che ognuno può giudicare anche severamente) è roba da inquisizione e solamente l'inquisizione (e tribunale speciale del fascismo) erano arrivati a considerare di mettere sotto accusa testimoni che non accusavano l'imputato. Perché questo è l'altro grave "vulnus" che si fa alla giustizia italiana: la sentenza del Tribunale di Milano pretende di far indagare 32 testimoni (fra cui deputati e poliziotti) solamente perché non hanno detto quello che l'accusa voleva che dicessero.
È una roba da Corte dei Diritti dell'Uomo! Due millenni di cultura giuridica stracciati in 5 minuti a Milano, patria di Cesare Beccaria, che oggi si rivolterà nella tomba con migliaia di insigni giuristi. Per non parlare di milioni di elettori, cui viene sputato in faccia. Neppure nella lotta feroce fra fazioni della Firenze del '300 si arrivava a tanto come manipolazione della giustizia a fini politici: Dante venne esiliato semplicemente perché della fazione avversa perdente e non si cercò di attribuirgli reati infamanti. Il drammatico "salto di qualità" che ha compiuto ieri il Tribunale di Milano ha distorto per sempre la civiltà italiana e sarà molto difficile recuperare Giustizia e buon senso. Il Presidente Berlusconi oggi è ancor di più bandiera dei cittadini liberi, liberali e democratici! Resisterà contro il sopruso e l'arroganza bieca, per la libertà! Noi saremo con lui; non sperino di isolarlo, queste vicende aumentano la nostra fiducia nell'uomo, nel politico, nello statista».

I soci dell'associazione Palestra Azzurra esprimono piena solidarietà a Silvio Berlusconi. Siamo con te Silvio, come e quando vuoi; sempre!
Presidente, un consiglio: "Con l'ignorante bisogna fare l'ignorante".