Nel Paese persiste la politica degli egoismi e delle ideologie, si è in presenza di politica tossica per le libertà e per la democrazia, capace di generare danno esistenziale nei cittadini esposti. Da qui la necessità di un progetto di politica alternativa per la tutela del benessere comune.

 

Selezione - C.Franza, 191017
RA N.401/021117

 

Renzi, un cantastorie in treno tra i paesi d’Italia … E gli italiani non ne possono più.

Bocciato dagli italiani nel referendum che ci fu qualche tempo fa, Matteo Renzi che di professione non ho ancora capito cosa facesse prima di fare il politico – anzi mi pare abbia fatto sempre e solo il politico – e cosa voglia fare oggi, ha pensato bene di inventarsi cantastorie, lui l’incantatore che in fatto di comunicazione dice di saperla lunga. Ebbene il cantastorie è una figura tradizionale della letteratura orale e della cultura folklorica, e per dirla con parole che tutti possono capire, un artista di strada che si spostava nelle piazze e raccontava con il canto una storia, sia antica, spesso in una nuova rielaborazione, sia riferita ad avvenimenti contemporanei …
Le elezioni sono prossime e il vecchio-giovane Renzi ha pensato di fare un viaggio. Prodi qualche anno fa sempre in occasione di elezioni, si era nell’epoca della fondazione dell’Ulivo, partì in pullman da Tricase-Lecce ovvero dal Salento, per raccogliere voti; anzi Renzi è partito dalla Stazione Tiburtina di Roma, binario 2, alle 10 del mattino, con Destinazione Italia, e non sa che i giovani italiani, milioni, sono emigrati all’estero perché il suo governo e quello ancor suo – ombra – di Gentiloni hanno messo e gettato il Paese Italia nella miseria più estrema. Abbandonato il camper da rottamatore con cui ha girato l’Italia nel 2012, questa volta andrà “avanti” a bordo di un intercity preso in affitto da Trenitalia. “Pronto per il viaggio in treno di ascolto dell’Italia e degli italiani, buon viaggio a tutti noi”, ha scritto il segretario Dem mercoledì 17 su Instagram, prima di giungere al binario 2 per la partenza del convoglio di cinque vagoni. E in questo Paese Italia che lui vuol percorrere incontrerà, purtroppo, solo vecchietti e anziani ormai malati (i giovani sono all’estero) e una marea di immigrati, taluni forse appena sbarcati, per lo più africani e asiatici. Renzi, dunque, è partito il 17 ottobre – attenzione il 17 porta sfiga – con il treno del PD “destinazione Italia”, a sentir lui per “ascoltare il Paese”. Da bravo cantastorie di storielle ne racconterà, ma gli italiani non si faranno incantare da questo parolaio fiorentino. Otto settimane di tour sui tracciati regionali e oltre cento province. Niente alta velocità ma tracciati lenti per stare a stretto contatto con il Paese e avere il tempo di ascoltare cittadini e associazioni. Cinque vagoni, centocinquanta metri di lunghezza, capienza massima cento persone con spazi per riunioni e incontri. L’allestimento dei convogli è stato realizzato nel deposito del Prenestino delle Ferrovie, e sui vagoni la scritta Destinazione Italia e la riproduzione di paesaggi italiani. Con questa idea del treno, pagato dagli italiani, pensa di fare il Presidente degli Stati Uniti in miniatura. Ad ogni fermata, il segretario del Pd visiterà città, paesi, borghi, realtà sociali, culturali, economiche e iniziative legate al territorio …
È possibile anche partecipare alla campagna per sostenere l’iniziativa. Hanno, pensate, la sfacciataggine di raccoglier soldi e far colletta da gente che non riesce ad arrivare a fine mese. Quella che dai democratici è definita una “sede itinerante” del partito ha l’obiettivo secondo il cantastorie Renzi di “dialogare con l’Italia profonda, il famoso Paese reale che non cattura l’attenzione di giornali e tv” … Io non faccio discorsi – assicura Renzi – è un viaggio per prendere appunti: si impara più con due ore a Fara Sabina o a Civita Castellana che a stare chiusi nelle stanze tradizionali. È un viaggio di ascolto, ma anche di impegno, perché in queste zone abbiamo fatto già qualcosa. È semplice, tranquillo, anche molto umile: andare ad ascoltare. Si parla spesso di voto utile, io credo molto nel voto umile”. Parole, solo parole. Peccato che Renzi parli in ritardo, anzi con notevolissimo ritardo, perché l’industria è morta, il terremoto ha distrutto intere regioni, l’agricoltura piange come in Puglia, una volta definita la California d’Italia; la scuola è in stato febbrile e rivoluzionario per via anche di quella presa in giro che è l’alternanza scuola-lavoro vero terreno di sfruttamento, la sicurezza nell’intero paese inesistente, immigrazione clandestina da sostituire un popolo, tasse insopportabili, ecc. ecc. Mi fermo qui. Altro che Destinazione Italia per il treno di Renzi, ci sarebbe da scrivere sulla fiancata Destinazione inferno.
Stato dei fatti – Il viaggio di Renzi in treno per le province del nord e del sud del Paese si sta trasformando, tappa dopo tappa, in un confronto forzato con i malumori, le delusioni, le contestazioni e le rivendicazioni dei cittadini: urla, insulti e fischi … The end. Amen.

Selezione, A.Sallusti 211017
RA N.400/271017
 
La sinistra italiana ha lucrato sul credito e ora ha paura delle indagini.
 
 
La verità sulle banche è semplice, e va ben oltre le eventuali responsabilità dell'attuale governatore Ignazio Visco, entrato nel mirino di Matteo Renzi guarda caso poco dopo aver osato chiedere ingenti danni patrimoniali al padre della ministra Maria Elena Boschi, sciagurato amministratore di Banca Etruria.
È una verità che viene da lontano e che ha sempre ostacolato o limitato l'attività di controllo e vigilanza. Si tratta di questo: pur essendo un istituto di diritto pubblico, i proprietari di Banca d'Italia sono le banche stesse, che una volta erano in maggioranza pubbliche o semi pubbliche ma che nel tempo sono diventate tutte private. Per intenderci: gli azionisti di Bankitalia si chiamano Intesa San Paolo, Unicredit, Ubi, Monte dei Paschi, Carige e decine di altri medi e piccoli istituti di credito. In sostanza il controllore (Bankitalia) è di proprietà dei controllati (le banche). È vero che la legge garantisce al governatore (nominato dal presidente della Repubblica su indicazione del governo) la piena e assoluta autonomia, è altresì vero che di recente si è cercato di mettere una pezza a questa imbarazzante anomalia. Ma il problema resta, come dimostra la storia. Può nella pratica un amministratore delegato di una società fare un mazzo tanto ai suoi azionisti? In teoria, non nella pratica o almeno non sempre con la libertà, la severità e la celerità necessarie.
Seconda verità. Le banche sono società per azioni che operano, o almeno dovrebbero, secondo regole di mercato e nell'interesse esclusivo degli azionisti. Ma non è così, perché dagli anni Novanta sono controllate - il motivo è complicato e noioso da spiegare - dalle rispettive Fondazioni che sono di fatto istituzioni politiche. Adesso non è più così. Ma questo spiega, per esempio, come il Partito democratico abbia potuto fare carne di porco con il Monte Paschi di Siena fino a farlo fallire.
Altro che Draghi o Visco, i guai delle banche arrivano dall'intrusione della politica, meglio dire della sinistra italiana, nella gestione disinvolta e interessata delle banche. E la polemica di questi giorni ne è la prova. Non è normale che un membro del governo, Maria Elena Boschi, chieda le dimissioni del governatore di Bankitalia per non aver controllato le malefatte di suo padre, Pier Luigi Boschi, vice presidente di Banca Etruria, del quale a suo tempo lei garantì con orgoglio la correttezza davanti a tutto il Parlamento. C'è qualche cosa che non torna nella logica di Maria Elena Boschi. Tanto che viene un sospetto: e se Matteo Renzi fosse innervosito non dai mancati controlli ma dal fatto che qualcuno ha cominciato a controllare e a chiedere i danni? A pensar male spesso la si azzecca.

Giuseppe Maria Ianniello
RA N.399/211017

PATACCATA – La decisione politica del Pd sulla commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche è arrivata fuori tempo massimo. È stata partorita e pensata in casa dem con tutte le cautele per caso: amici renziani, qualche petalo del «Giglio magico», insomma tutto l'occorrente per evitare grane. Secondo Visco, governatore di Bankitalia, sulle banche bisogna intervenire con decisione per punire i comportamenti illeciti e scorretti … Esattamente come sta evitando di fare il Partito democratico.
Cittadino libero, dotato di comune buonsenso
PATACCARI – Uno dei componenti della commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche è l'avvocato-deputato fiorentino Francesco Bonifazi, tesoriere del Pd, renziano di ferro, soprattutto amico intimo di Maria Elena e socio del fratello Emanuele. Bonifazi con la sottosegretaria è legato a doppio filo, pare siano stati fidanzati, ora certo sono molto amici … Perdete ogni speranza o voi truffati.
Anna Maria Greco, giornalista
BANDA BASSOTTI – La banda “Renzi & Boschi” va all'assalto della Banca d'Italia, chiede la testa del governatore Visco che non avrebbe vigilato a sufficienza sulla correttezza dell'operato dei nostri istituti di credito. Governo, Quirinale, sistema bancario e centrali finanziarie europee hanno fatto quadrato attorno a Visco … Giustizia sinistra-ta: la colpa non è dei ladri - è delle guardie, complici migliaia di risparmiatori privati dei loro soldi.
Cittadino comune, dotato del comune buonsenso
FOLLIA MARXISTA – Secondo il guardasigilli Orlando il cosiddetto «codice antimafia» è buono, anzi ottimo, perché rompe il «tabù della proprietà privata e mette in discussione la ricchezza» … Una volta per uno non fa male a nessuno, questa volta tocca ai ricchi.
Andrea Orlando, ministro della giustizia
DERIVA CULTURALE - Anziché pensare di dare lavoro agli italiani, la sinistra, ben rappresentata da Emanuele Fiano, pensa a mettere fuori legge gli accendini con la faccia di Mussolini … Democrazia cercasi.
Bruno Giurato, giornalista
IMMIGRAZIONE – Violante accusa la sinistra di avere un approccio ideologico sul tema dell’immigrazione: "Ha perso il contatto col popolo" e ha "confuso il politicamente corretto con il politicamente praticabile, la politica con l’estetica" … Sull’immigrazione, la sinistra è lontana dal popolo.
Luciano Violante, ex presidente della Camera
IUS CULTURAE – Il problema non sono i bambini figli di stranieri nati in Italia, perché tutti i bambini sono uguali. Il problema sono i loro genitori e come li educano. Non sono i marmocchi il grattacapo, ma le famiglie in cui vivono. Che il più delle volte continuano a far crescere i figli secondo la loro cultura, senza cercare vera integrazione … Il problema vero del paese è la cultura sinistra-nte imperante. Alle “zucche rosse” è più facile farglielo entrare nel cxxo che in testa.
Rosaria, madre di una bimba di Cittadella (Modena)
ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI – Togliatti, finita la guerra chiamò a raccolta tutti gli intellettuali del regime, foraggiati per lustri dal Minculpop, il ministero della Cultura popolare, e gli fece questo lungimirante e persuasivo discorsetto: «Siete stati tutti fascisti. Oggi il fascismo non c'è più e, ciò che più conta, non c'è più il Puzzone, che abbiamo fatto impiccare a piazzale Loreto a testa in giù. Approfittate, e venite tutti con noi. Vi rifaremo una bella verginità e tornerete a essere la guida intellettuale del Paese» … Il discorsetto piacque e il trasformismo, e il suo fratello maggiore, il conformismo, assursero a opportunistica moda.
Roberto Gervaso, giornalista e scrittore
PAESE OCCUPATO – Mani pulite si è rivelata una tomba per l’Italia, un colpo di stato a beneficio dei nipotini di Stalin. Hanno occupato il Paese. Hanno affiliato magistratura, banche, intellettualoidi, televisioni, giornali. I palazzi del potere sono nelle loro mani, dagli scantinati alle terrazze … Per cacciarli via non basteranno le elezioni perché sono esperti nel truccarle. Non sarà facile liberarsi di loro!
Cittadino libero, visione paese
ZOMBI – I consigli di Andrea Camilleri sulla politica a un gruppo di studenti del Liceo Empedocle di Agrigento dove lo scrittore si diplomò: «Renzi e i 5Stelle sono già cadaveri, già fuori dalla vostra storia e dal vostro avvenire. Teneteli lontani dal vostro avvenire. Fatevelo voi...».
Andrea Camilleri, scrittore
DIVERSAMENTE ABILI – La vera anima del Movimento 5 Stelle è quella che abbiamo visto al G7 di Torino. I grillini gettano la maschera, stanno con i no global che hanno picchiato gli agenti. Imitano quello che i comunisti han fatto per decenni. Hanno imparato da loro, condividono gli stessi alibi. Pensano di essere stati esclusi ingiustamente dalle ruberie della politica. Infatti ce l'hanno con la politica, non con le ruberie … Sono degli incapaci votati da degli incapaci, che in Italia sono la maggioranza.
Cittadino libero, non tarmato dalla demagogia
TROIATE DI STATO – Attraverso il software “trojan” si può accedere a computer, smartphone e radio per le intercettazioni. La possibilità è prevista dal comma 84 della recente “riforma del processo penale”. D'ora in poi se un giudice lo autorizzerà, qualunque strumento elettronico collegato a internet può rivelare tutto di noi: contatti, foto, chat, dati di navigazione, email … E non solo, un programma permetterà anche di attivare microfono (o telecamera) per catturare ogni aspetto della nostra vita privata.
Raffaele Binelli, giornalista
PORCI & MAIALE – Asia Argento: «Stuprata da Weinstein, solo in Italia vengo considerata colpevole perché non ne parlai quando avevo 21 anni ed ero terrorizzata. Sono delusa, triste». Ed ora, dopo aver raggiunto fama e soldi grazie a quelle performance, magari non troppo artistiche, non ci venire a dire che ti hanno costretta per non rovinarti la carriera. Perché sei tu che hai rovinato la carriera a tante aspiranti attrici, magari più brave di te, ma che non hanno voluto sottomettersi al sistema … Taci donna ipocrita! Usare il corpo per fare carriera non è stupro ma solo prostituzione.
Barbara Di, giornalista

Selezione 141017 – Redazione del Giornale
RA N.398/161017
 
Dopo l'attacco giudiziario sul caso Ruby, nel 2011 si scatena l'aggressione violenta a Berlusconi e al suo Governo - Le tappe che portarono al golpe anti Cav.