Nel Paese persiste la politica degli egoismi e delle ideologie, si è in presenza di politica tossica per le libertà e per la democrazia, capace di generare danno esistenziale nei cittadini esposti. Da qui la necessità di un progetto di politica alternativa per la tutela del benessere comune.

 

Selezione - Phastidio.net 211217
N.409/301217

Il premio «zucca rossa» dell’anno 2017 è andato a Maria Elena, la figlia di Pier Luigi Boschi, ex vicepresidente di Banca Etruria. Motivazione: Mariaele – donna mediocre del governo Pd – provincialotta inadeguata che ha fatto di tutto per mettersi in mostra.

So che è terribilmente difficile prendere posizione sul caso Boschi-Etruria ma forse vale la pena tentare, anche per spiegare cosa dovrebbe essere il concetto di opportunità politica in Italia, e come viene declinato dai clan a bordo campo, in quella che appare una gigantesca arma di distrazione di massa.
Il punto del contendere, per chi ha ancora una concezione romantica della politica, e quindi appare completamente fuori dalla realtà e dai nostri tempi, è che un ministro che dichiara al parlamento di non aver interferito nella vicenda e poi si scopre essere stata onnipresente su quella banca e non su altre, è un ministro a cui servirebbe chiedere di farsi da parte per opportunità politica, in caso non riuscisse a giungere autonomamente a tale conclusione.
Chi vuole la Boschi esiliata o espunta dalla politica italiana in nome di questo principio dovrebbe poi, per coerenza, essere altrettanto inflessibile su ogni sfumatura non dico di conflitto d’interesse ma proprio di “opportunità”. Ovviamente, in un paese dal mainstream culturale come l’Italia, il numero di censori e di seguaci di principi liberali puri e duri cresce esponenzialmente ma solo per sommatoria contro i “nemici” di clan avverso, mentre tende a divenire maniacalmente garantista per la propria fazione. Nulla di nuovo sotto il cielo.
Non avremo quindi l’auspicata (da me) “rivoluzione calvinista” in un paese così desolatamente autoassolutorio come questo, basato sulla deroga, sull’eccezione, sullo stato di necessità, sul complotto esterno. Boschi, che sin qui non è apparsa esattamente un’aquila, politicamente parlando, si è spesa in modo “soft” (che tuttavia, dato il suo ruolo, diviene automaticamente “hard”) per porre una pezza al disastro della banca del suo collegio elettorale. Se lo avesse fatto in modo aperto e scoperto, anziché mentire al parlamento, forse (e sottolineo il forse) tutto questo psicodramma nazionale non sarebbe accaduto.
Fa quindi sorridere, questo bizzarro rigurgito di rigore in un paese spappolato da conflitti d’interesse ed in cui tutti vanno a pranzo, cena e letto (metaforicamente ma non troppo) con tutti. Ovviamente, questa mia frase scatenerà le fazioni, e verrò accusato di essere troppo indulgente con una donna che sta venendo praticamente bruciata in piazza ma la cui colpa più rilevante resta ai miei occhi quella di essere una provincialotta inadeguata, catapultata sulla scena nazionale per mano del suo capo cordata, a sua volta grande mobilitatore degli amici del chioschetto toscano, quando si mise a intonare il suo “andiamo a comandare”.
Il fatto che i postulanti che cercavano di accasare banche decotte con la sola imposizione di sguardi silenti ed email “nel rispetto dei ruoli” siano stati rimbalzati dai banchieri di sistema non deriva da improvviso irrigidimento degli standard relazionali dei banchieri medesimi quanto dal trovarsi ad operare in condizioni di ambiente ostile, tra nuovi vincoli europei e ampiezza e profondità dell’ammaloramento degli attivi delle nostre banche. In atri termini, e malgrado quello che scrivono i nostri editorialisti di sistema, tentare improbabili cordate di salvataggio avrebbe finito col contagiare gli istituti sani.
Quanto alla commissione d’inchiesta sulle banche, al termine di queste sceneggiate, nutro serissimi dubbi che otterremo un distillato di principi per riformare la vigilanza sulle banche. E del resto quella esigenza si è fortemente attenuata, dopo l’arrivo della supervisione Bce. Ero pressoché certo degli esiti da commedia dell’arte di questa vicenda ma debbo dire che, a posteriori, scopro di essere stato ottimista. Evidentemente, questa Italia fangosa e familista amorale, divisa in tribù primordiali con corollario di camere dell’eco e bolle di filtraggio ad uso dei fedeli di ogni culto settario, va ben oltre la mia apparentemente cinica visione del mondo.
Archiviata questa sceneggiata, potremo tutti tornare ad intonare l’unico vero canto degli italiani, con buona ed eterna pace di Mameli …

PALESTRA AZZURRA
N.408/241217

 

Selezione - A. Robecchi, il Fatto 131217
N.407/191217

Fare una legge elettorale (e imporla con il voto di fiducia) che premia le coalizioni senza avere una coalizione, ci pone di fronte a un magnifico esempio di situazionismo autolesionista estremo. Un po’ come ordinare un cappuccino ma senza tazza, e poi dire: che problema c’è … si può sempre leccarlo dal bancone del bar.

A leggere i retroscena, anche quelli più amici, anche quelli dei “giornalisti embedded” che sanno sempre (e ci spiegano) cosa dice “Renzi ai suoi”, la preoccupazione nelle file del Pd si sta tramutando in panico e la rincorsa a creare liste parallele, di sostegno, civetta, o a imbarcare chiunque abbia soltanto, anche lontanamente, una parvenza di istinto per l’alleanza è frenetica. Ad oggi, sembrerebbe, il tabellone Arrivi è piuttosto striminzito, molto diverso dal fitto tabellone Partenze. Ma muniamoci di microscopio e vediamo il dettaglio.
Ad affiancare la corsa solitaria del Pd per formare una solida coalizione ci sarebbero (a sinistra) i “Verdi” e Massimo Zedda, sindaco di Cagliari. È una mossa sorprendente che promette grande stupore tra gli elettori e assicura una reazione di speranzosa sorpresa: ah, esistono ancora i Verdi, maddai! Ripresisi dallo stupore, secondo i calcoli dei geni del Nazareno, milioni di italiani si precipiterebbero a votare per la coalizione Pd perché ci sono i Verdi. Qualche appeal in più potrebbero avere Emma Bonino e Benedetto Della Vedova, altra gente per cui non c’è esattamente la fila fuori dai negozi. Quindi ci sarebbe una lista dal suggestivo nome di “Più Europa” a sostenere il cristallino europeismo del segretario del Pd, uno che mette e toglie le bandiere dell’Europa dalle sue scenografie (metti la cera, togli la cera) a seconda delle contingenze del momento e di quello che gli sussurrano gli esperti di comunicazione. So cosa state pensando: con i Verdi e il loro 0,1 per cento a sostegno del partito che salutò con battimani e insulti (“ciaone”) la vittoria delle trivelle, e l’ottima Bonino a caccia di firme, non saranno troppo sbilanciati a sinistra (ahahah)? Bene, ecco in soccorso la pattuglia centrista: si valutano come sicuri nella grande coalizione che puntava al 40 per cento, poi più realisticamente al 30, poi più realisticamente al 25, poi… (coraggio, mancano mesi), figure di spicco istituzionali come Beatrice Lorenzin e Pier Ferdinando Casini. La prima, firma autorevole di tutti i massicci tagli alla sanità degli ultimi anni, il secondo eterno revenant della Repubblica, attualmente impegnato nella Commissione d’inchiesta sulle banche, già passato (vado a memoria non avendo sottomano un pallottoliere) da Dc, Ccd, Udc, Ncd, Polo delle Libertà, Casa delle Libertà, Scelta Civica, Unione di Centro. Gli mancano solo la Triestina Calcio e i sommozzatori moderati e le ha fatte tutte: un’ottima spiegazione di cosa significhi “rottamazione”. A completare il quadro delle truppe a sostegno del renzismo arriva per fortuna anche Fabrizio Cicchitto, cioè si punta tutto su una categoria di elettori finora poco rappresentata, quelli che soffrono di amnesia e hanno la memoria del pesce rosso: Cicchitto? Finalmente un nome nuovo!
Dunque, riassumendo, il partito di Matteo Renzi che fino a ieri si vantava di consensi al 40 % (vero, preso alle Europee nel Mesozoico, e finto, quello di chi ha perso il referendum costituzionale) si troverebbe oggi quotato al 25 % e aggrappato a volti nuovi come Casini e Cicchitto, il che equivale a usare come salvagente un’incudine in ghisa. Ai volenterosi coalizzanti, poi, bisognerà promettere posti, seggi più o meno sicuri (sempre meno, tra l’altro), togliendoli alle componenti interne che già mugugnano e si agitano per la fifa di restare fuori dal gioco, ad assistere dal divano, la notte degli scrutini, a un altro grande successo renziano: la raccolta indiffe-renziata del Pd.
Dulcis in fundo – Il caso Maria Elena Boschi e Banca Etruria fa tremare i dem. Gli ultimi sondaggi stanno mandando a picco il partito renzista, il Pd è dato al 20 %.

Selezione -  V. Sgarbi, 041217
N.406/111217

Paraculo: si dice di persona furba e opportunista, abile nel fare il proprio interesse senza darlo a vedere.

L'autolesionismo della sinistra non ha confini. Dopo essersi divisi, ricongiunti e poi ancora divisi sul nome languido di Pisapia, oggi si ritrovano, «liberi e uguali» con Piero Grasso, leader indiscusso di non si sa bene che cosa, ma non certo di un partito.

Diventato presidente del Senato, come espressione del Pd di Bersani, ritorna a Bersani senza il Pd. Un gruppo di atomi politici manifesta a tal punto la debolezza delle singole posizioni da mettersi sotto la tutela di un magistrato. E lui, ambizioso e, sentimentalmente, «ragazzo di sinistra», accetta la loro miserabile e malinconica offerta.

E dire che era stato abile e prudente, arrivando fino a sessantasette anni senza far sapere a nessuno che era stato quel ragazzo. E dopo essersi sentito «quasi coccolato, come se avessi un fratello maggiore che mi aiutava», da Paolo Borsellino, simpatizzante della destra, e dopo essere diventato procuratore nazionale antimafia grazie a un emendamento alla legge delega di riforma dell'ordinamento giudiziario di Luigi Bobbio, senatore di Alleanza nazionale, soltanto nel 2013 ha scelto di candidarsi con un Pd più rosa che rosso. La politica si nasconde dietro la faccia di un magistrato di cui non si conosce un'idea. Perché un giovane dovrebbe votare Grasso? Perché dovrebbe avere qualcosa in comune con un settantaduenne prudente, conformista, che per cinquant'anni ha nascosto il suo pensiero?