Nel Paese persiste la politica degli egoismi e delle ideologie, si è in presenza di politica tossica per le libertà e per la democrazia, capace di generare danno esistenziale nei cittadini esposti. Da qui la necessità di un progetto di politica alternativa per la tutela del benessere comune.

 

A cura del Gruppo alla Camera, Deputati FI
N.413/020218

Sondaggi fine gennaio 2018: il centrodestra vola e ha i numeri per governare.

L’analisi delle rilevazioni prodotte da tutte le case di sondaggi fa emergere un trend dominante: il centrodestra unito cresce, è vincente e stando alle ultime proiezioni avrà, quasi sicuramente, anche i numeri per governare. Se fino alle settimane scorse si parlava di 269-280 seggi attribuiti al centrodestra, ora le ultime proiezioni (‘Affari Italiani’ in linea con altre similari, vd. Ixè per Huffington Post) assegnano alla coalizione la maggioranza assoluta dei seggi sia alla Camera - 320 deputati - che al Senato - 162 senatori - grazie alla conquista del 70% circa dei collegi uninominali e al raggiungimento del 39% circa come coalizione nella parte proporzionale.
È noto che con questa nuova legge elettorale assumono un’importanza sostanziale i seggi assegnati con il sistema maggioritario (232 alla Camera e 116 al Senato), che stando alla definizione delle liste dei candidati e alle recenti rilevazioni, vedrebbero il centrodestra aggiudicarsi appunto il 70-71% dei collegi uninominali, non solo al Nord, ed è questo il dato rilevante, ma anche al Sud e in alcune roccheforti delle regioni rosse (Affari Italiani, Ixè, Euromedia, Tecnè). Il M5S, comunque in salute, non sembra sfondare la soglia dei 145 deputati e 70 senatori, il suo valore rimane stabile mediamente intorno al 27%.
Si conferma inoltre il crollo del Pd nei sondaggi (si pensi che l’ultimo sondaggio Ixè per Huffington Post lo dà al di sotto del 22%), che stando alle proiezioni di Affari italiani arriverebbe a malapena ad un centinaio di deputati e a una cinquantina di senatori. Scendere sotto il 22% significherebbe per il partito di Renzi poter contare su 5 ‘‘collegi certi’’ e scomparire tanto al Nord quanto al Sud, prendendo al massimo 26 seggi nelle tre regioni rosse.
Ormai il trend è definito: il centrodestra continua a crescere e oscilla mediamente intorno al 38% (se toccherà o addirittura supererà quota 40%, scenario molto plausibile stando alle ultime rilevazioni, otterrà con ampi margini i numeri che le servono per governare), il M5S è stabile mediamente intorno al 27% e il Pd continua a scendere attestandosi su medie intorno al 22-23%.

Selezione Palestra Azzurra
N.412/240118

Il programma elettorale del centrodestra per la crescita del Paese, la sicurezza, le famiglie e la piena occupazione.

1. MENO TASSE
#Riforma del sistema tributario con l’introduzione di un’unica aliquota fiscale (Flat tax) per famiglie e imprese con previsione di no tax area e deduzioni a esenzione totale dei redditi bassi e a garanzia della progressività dell’imposta con piena copertura da realizzarsi attraverso il taglio degli sconti fiscali #No all’imposta sulle donazioni, no all’imposta di successione, no alla tassa sulla prima casa, no al bollo sulla prima auto, no alle tasse sui risparmi #Pace fiscale per tutti i piccoli contribuenti che si trovano in condizioni di difficoltà economica #Abolizione dell’inversione dell’onere della prova fiscale e riforma del contenzioso tributario #Chiusura di tutto il contenzioso e delle pendenze tributarie con contestuale riforma del sistema sanzionatorio tributario #Introduzione del principio del divieto di tassazione in assenza di reddito (Irap, IMU, bollo auto, donazioni e successioni) #Pagamento immediato di tutti i debiti della Pubblica amministrazione nei confronti di cittadini e imprese anche con lo strumento innovativo dei Titoli di Stato di piccolo taglio #Con le risorse liberate dalla Flat tax, stimolo agli investimenti pubblici e privati #Facilitazione dell’accesso al credito per le piccole e medie imprese #Modifica dello split payment rendendo neutra l’applicazione dell’IVA su tutta la filiera di produzione #Profonda revisione del Codice degli appalti per rilanciare gli investimenti e l’occupazione
2. MENO STATO
#Riorganizzazione della macchina dello Stato secondo il principio della pari dignità fra la Pubblica amministrazione e il cittadino #Taglio visibile agli sprechi mediante l’effettiva introduzione del principio dei fabbisogni e dei costi standard #Autocertificazione preventiva delle iniziative in ambito privato, ora sottoposte ad autorizzazione con verifica ispettiva al termine delle opere #Chiusura effettiva di Equitalia con libertà per gli Enti locali di decidere i metodi di riscossione #Abolizione del limite all’uso del contante #Piano per il Sud: sviluppo infrastrutturale e industriale del Mezzogiorno, uso più efficiente dei fondi europei con l’obiettivo di azzerare il gap infrastrutturale e di crescita con il resto del Paese #Piano straordinario per le zone terremotate.
3. MENO EUROPA
#No alle politiche di austerità #No alle regolamentazioni eccessive che ostacolano lo sviluppo #Revisione dei trattati europei #Più politica, meno burocrazia in Europa #Riduzione del surplus dei versamenti annuali italiani al bilancio UE #Prevalenza della nostra Costituzione sul diritto comunitario, sul modello tedesco (recupero di sovranità) #Tutela in ogni sede degli interessi italiani a partire dalla sicurezza del risparmio e della tutela del Made in Italy, con particolare riguardo alle tipicità delle produzioni agricole e dell’agroalimentare.
4. PIÙ SOLIDARIETÀ
#Azzeramento della povertà assoluta con un grande Piano di sostegno ai cittadini italiani in condizione di estrema indigenza, allo scopo di ridare loro dignità economica #Aumento delle pensioni minime e pensioni alle mamme #Estensione delle prestazioni sanitarie #Raddoppio dell’assegno minimo per le pensioni di invalidità e sostegno alla disabilità #Incentivi all’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro #Azzeramento della legge Fornero e nuova riforma previdenziale economicamente e socialmente sostenibile #Codice delle norme a tutela dei diritti degli animali domestici e di affezione #Piano straordinario di riqualificazione delle periferie, restauro delle coste e dei siti di interesse monumentale anche attraverso la “sostituzione edilizia”
5. PIÙ SICUREZZA
#Lotta al terrorismo #Ripresa del controllo dei confini #Blocco degli sbarchi con respingimenti assistiti e stipula di trattati e accordi con i Paesi di origine dei migranti economici #Piano Marshall per l’Africa #Rimpatrio di tutti i clandestini #Abolizione dell’anomalia solo italiana della concessione indiscriminata della sedicente protezione umanitaria mantenendo soltanto gli status di rifugiato e di eventuale protezione sussidiaria #Introduzione del principio che la difesa è sempre legittima #Adeguamento ai parametri medi occidentali degli stanziamenti per la Difesa #Carabinieri e poliziotti di quartiere e estensione dell’esperimento “strade sicure” con impiego delle Forze Armate per la sicurezza delle città #Tutela della dignità delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate con stipendi dignitosi, dotazioni adeguate di personale, mezzi e tecnologie adeguati al contrasto del crimine e del terrorismo #Inasprimento delle pene per violenza contro un pubblico ufficiale #Revisione della legge sulla tortura
6. PIÙ GIUSTIZIA
#Riforma della giustizia per assicurare il diritto a un giusto processo #Separazione delle carriere della magistratura inquirente e giudicante #Nuova disciplina delle intercettazioni, della custodia preventiva, del diritto alla difesa #Tempi dei processi nella media UE, piano straordinario di smaltimento delle cause arretrate, risarcimento agli innocenti, non appellabilità delle sentenze di assoluzione #Potenziamento del ricorso a misure alternative al processo penale, sulla base delle esperienze positive della messa alla prova, in assenza di pericolosità sociale, anche in relazione alla finalità rieducativa della pena #No a sconti di pena per reati di particolare violenza e efferatezza #Accordi bilaterali per detenzione nei Paesi d’origine e nuovo Piano carcere
7. DONNE E FAMIGLIA
#La famiglia come primo e fondamentale nucleo della società #Piano straordinario per la natalità con asili nido gratuiti e consistenti assegni familiari più che proporzionali al numero dei figli #Quoziente familiare #Tutela del lavoro delle giovani madri #Difesa delle pari opportunità e tutela delle donne con riconoscimento pensionistico a favore delle madri #Obiettivo di piena occupazione per i giovani attraverso stage, lavoro e formazione
8. SCUOLA, UNIVERSITÀ, SANITÀ
#Più libertà di scelta per le famiglie nell'offerta educativa e sanitaria #Incentivazione della competizione pubblico-privato a parità di standard #Abolizione di anomalie e storture della legge impropriamente detta “Buona scuola” #Piano di edilizia scolastica #Centralità del rapporto docente-studente nel processo formativo #Centralità del rapporto medico-paziente nel circuito dell'assistenza sanitaria #Sostegno all'aggiornamento e meritocrazia #Azzeramento progressivo del precariato #Rilancio dell'Università italiana per farla tornare piattaforma primaria della formazione #Sostegno ed aiuto all’associazionismo sportivo quale strumento di crescita sociale
9. AUTONOMIE E GOVERNO CENTRALE
#Elezione diretta del Presidente della Repubblica #Riduzione del numero di parlamentari #Introduzione del vincolo di mandato #Rafforzamento delle autonomie locali #Modello di federalismo responsabile che armonizzi la maggiore autonomia prevista dal titolo V della Costituzione e già richiesta da alcune regioni in attuazione dell’articolo 116, portando a conclusione le trattative attualmente aperte tra Stato e Regioni #Piano straordinario per l’adeguamento di Roma capitale agli standard delle principali capitali europee #Una politica più responsabile e rispettosa del mandato degli elettori
10. TECNOLOGIE, CULTURA E TURISMO
#Più tecnologie innovative applicate all’efficientamento energetico #Sviluppo e promozione di cultura e turismo #Tutela dell’ambiente #Piena diffusione delle infrastrutture immateriali #Digitalizzazione della Pubblica amministrazione #Piano di ristrutturazione delle tecnostrutture e migliore utilizzo delle risorse per le nuove tecnologie per tutto il sistema delle imprese, con particolare riferimento alle piccole e medie #Sostegno alle start-up innovative, anche attraverso la semplificazione del crowdfunding #Risparmio energetico ed efficientamento della rete #Sicurezza degli approvvigionamenti #Più efficienza della produzione energetica e dei consumi nell’edilizia, nell’industria e nei trasporti #Sostegno alle energie rinnovabili

 

Selezione - F.M. Del Vigo, 150118
N.411/170118
 
È la carica dei disoccupati. E purtroppo non sono 101, ma quindicimila. L'ottanta per cento dei candidati alle parlamentarie del Movimento 5 Stelle non ha un lavoro.


E quindi spera di sistemare le proprie terga su uno scranno parlamentare. Logico. Lavorare è logorante, molto meglio una bella poltrona a Montecitorio. D'altronde, già tra gli attuali parlamentari pentastellati, la percentuale di non occupati è altissima: vedi Di Maio e Di Battista. Mani intonse che non hanno mai sfiorato un impiego.
Quindicimila persone che partecipano a quello che sembra essere il più grande concorso statale della storia. Per statali di lusso, s'intende. Perché - è evidente - ormai gli anticasta subiscono terribilmente il fascino della casta e non vedono l'ora di farne parte. Di potersi attovagliare al grande banchetto della politica.
Così la «democrazia diretta» è diventata un concorsone e il sistema Rousseau un gigantesco ufficio di collocamento per sfaccendati. È la lotteria a Cinque stelle: in palio seggi e ricchi rimborsi spese.
Per carità, la crisi morde e trovare un'occupazione non è facile. Ma governare la cosa pubblica è il lavoro più impegnativo al quale possa ambire un cittadino. Al Paese servono persone che abbiano un curriculum all'altezza della situazione, non la tessera di disoccupazione. In un momento così delicato serve competenza, non incompetenza. I dilettanti allo sbaraglio li abbiamo già visti a Roma, Torino, Livorno e tra i banchi del Parlamento. Ed è stato un pessimo spettacolo, decisamente non all'altezza del capocomico.
Ma il Movimento 5 Stelle, ancora una volta, non ha imparato dai suoi errori. Non ha capito che per governare - una piccola città come un Paese - serve una classe dirigente e non un esercito di cialtroni improvvisati. Non basta essere iscritti al blog e ripetere a memoria i deliri di Casaleggio e Grillo. E poi la grande carica degli sfaccendati racchiude un paradosso: chi non è riuscito a trovare un lavoro per se stesso come pensa di trovarlo ai nostri tre milioni di disoccupati? Candidandoli tutti in Parlamento?
 
Selezione - A.Sallusti, 040118
N.410/090118
 
L'Iran soffoca la rivolta delle ragazze che si tolgono il velo contro la dittatura e le nostre politiche si inchinano all'islam – Bonino, Boldrini e Mogherini: finte femministe sottomesse. 
Ci sono donne che in queste ore in Iran si tolgono il velo e si fanno arrestare, rischiando la condanna a morte, per liberare il proprio corpo dalle imposizioni di una legge crudele, la sharia, e da una religione arcaica e violenta, l'Islam, che nega loro anche i più elementari diritti – E ci sono donne europee che nonostante siano libere, messe alla prova hanno scelto di stare dalla parte di quegli uomini oppressori rendendo omaggio a quella legge e a quella religione. E dire che parliamo di donne, le nostre, che si riempiono la bocca, e ci riempiono le orecchie, con accuse sdegnate contro il presunto sessismo dilagante dell'Occidente marcio e corrotto, che non passa giorno senza che pontifichino in qualche convegno o dibattito.
Le nostre femministe infatti non hanno esitato a sottomettersi alla legge del velo: Laura Boldrini durante la visita alla comunità islamica romana, la ministra degli Esteri della Comunità Europea Federica Mogherini ed Emma Bonino nel corso dei loro incontri in Iran con le autorità di Teheran. Italiane sottomesse, a differenza di Angela Merkel e della premier inglese Theresa May che in occasioni analoghe si sono rifiutate di coprire il capo. Stessa cosa che ha fatto nei giorni scorsi l'ucraina Anna Muzychuk, campionessa mondiale di scacchi: si è rifiutata di gareggiare in Arabia indossando il velo per non sentirsi una sottospecie umana.
Laura Boldrini invece corre ovunque la chiamino, perché lei è libera e uguale, come il suo partito. Certo, libera di essere uguale a chi in queste ore arresta le donne velate e le accusa di «crimini contro Allah», il più sessista degli dei. Facile indignarsi contro produttori e registi mascalzoncelli e difendere attricette più o meno consenzienti e comunque beneficiate. Le eroine di Teheran tocca difenderle noi brutti maschilisti, perché alla Boldrini, alla Bonino e alla Mogherini mancano gli attributi, e soprattutto la credibilità …