Nel Paese persiste la politica degli egoismi e delle ideologie, si è in presenza di politica tossica per le libertà e per la democrazia, capace di generare danno esistenziale nei cittadini esposti. Da qui la necessità di un progetto di politica alternativa per la tutela del benessere comune.

 

Selezione - M. Seminerio, Phastidio 280318
N.421/290318

Cacasenno – Ragazzo che è solito intervenire con petulanza sfacciata nei discorsi dei grandi e che tende presuntuosamente a far mostra di ciò che sa o crede di sapere.

Accadono cose sempre più strane, in questo paese ormai instupidito dalla propria credula ignoranza. Accade, ad esempio, che dalla sera del 4 marzo, un giovane poco più che trentenne ed il suo movimento stiano strepitando in ogni circostanza che l’incarico di formare il governo deve essere dato alla sua parte, perché la sua parte ha vinto il 32% dei voti, su circa il 70% degli aventi diritto che si sono espressi alle urne, e che ogni esito differente sarebbe un grave vulnus alla volontà popolare. D’acchito, mi verrebbe da commentare sticazzi … Cercherò di analizzare questa singolare vicenda.
La posizione di Luigi Di Maio è nota: il M5S vuole “cambiare il paese” (perbacco), ha “vinto” le elezioni (ma anche no), pertanto chiunque ed ognuno avranno l’irripetibile opportunità di aderire al suo programma di governo, senza rappresentanza ministeriale ma avendo il privilegio di votare le leggi del fantagoverno Di Maio, il Popolo lo volle. Immediatamente, la parte più lungimirante della nostra classe digerente, ha deciso che, per motivi di compatibilità tissutale (“so’ de sinistra), il Partito democratico dovesse essere aiutato a cogliere l’epocale occasione, e conferire i propri voti al Giggino Cacasenno, pena il configurarsi del reato di eversione.
Sulla strada di Giggino si è eversivamente posto Matteo Salvini, dopo la collaborazione che ha portato alle due imprescindibili nomine ai vertici delle due Camere. È bastato che Salvini astutamente decidesse che il centro-destra e non la sola Lega dovesse essere l’interlocutore del M5S, che subito Sua Maestà l’Unto, al secolo Giggino Cacasenno, si impuntasse.
Dopo aver slurpato per un paio di settimane l’Uomo del Colle, Garanzia Suprema di Equilibrio e Tutela della Democrazia, così come scandito dalla Costituzione più Bella del Mondo, e che i grillini da anni hanno giurato di difendere sono all’ultimo respiro, l’Unto dal Signor Casaleggio ieri sera è sbottato ed ha vergato questo trattato liofilizzato di diritto costituzionale, ad usum gonzini: «Come abbiamo detto in campagna elettorale è finita l’epoca dei governi non votati da nessuno. Il premier deve essere espressione della volontà popolare. Il 17% degli italiani ha votato Salvini Premier, il 14 Tajani Premier, il 4 Meloni Premier. Oltre il 32% ha votato il MoVimento 5 Stelle e il sottoscritto come Premier. Non mi impunto per una questione personale, è una questione di credibilità della democrazia. È la volontà popolare quella che conta. Io farò di tutto affinchè venga soddisfatta. Se qualche leader politico ha intenzione di tornare al passato creando governi istituzionali, tecnici, di scopo o peggio ancora dei perdenti, lo dica subito davanti al popolo italiano».
Quindi, attenti: la Costituzione italiana è mutata geneticamente, ed ora prevede l’elezione diretta del primo ministro nella persona del capo azienda del partito che ha preso più voti, in senso relativo. Esiste quindi un premio di maggioranza assai relativa al primo partito al quale gli altri debbono sottomettersi, perché (ehi!), parliamo dell’azienda Onesti & Competenti!
In pratica, questa rivoluzione silenziosa ha abrogato almeno l’articolo 67, il primo comma dell’articolo 94 ed altre frattaglie della Costituzione, rimuovendo la natura parlamentare della medesima, come del resto sapevamo dal famoso statuto degli eletti grillini, coi suoi centomila euro di sanzione per i traditori e per quanti si renderanno responsabili di reato d’opinione differente da quella della Ditta.
Diciamola tutta: Giggino è il Capo Politico legittimato da alcune centinaia di click, di un movimento votato dal 32% del 72% degli italiani, cioè circa il 23%. Di Maio sa che ogni rivoluzione necessita di un minimo di adattamento psicologico, perché non tutti sono pronti nello stesso momento alla Rivoluzione. Non è facile, in effetti, passare da una disfunzionale repubblica parlamentare ad un’altra, in cui un movimento che prende un terzo dei voti governi da solo, contro le Forze del Male e della Conservazione. Giusto che il saggio uomo del Colle attenda, prima di invitare Giggino a giurare. Del resto, la lista dei ministri l’ha già ricevuta da circa un mese e non ha detto nulla … Chi tace acconsente, o no?

Selezione - L. Iannone, 110318
N.420/230318

Passata la tempesta elettorale, non dovremmo meravigliarci se con ossessione i Compagni continueranno ad azzuffarsi per le merende e a ciarlare di adozioni gay, di immigrati come risorse e castronerie di vario tipo.

Se anche L’Espresso mette in pagina diversi articoli sul rinascente fascismo in Italia e nazismo in Europa… e allora non può che essere confermata la tesi che dalla politologia siamo passati alla patologia.
Se anche Repubblica, approfittando della manifestazione dei senegalesi a Firenze, si lancia in lunghi pistolotti morali sui partiti che soffiano sul fuoco del razzismo, della xenofobia e della intolleranza… vuol dire che sono totalmente sconnessi dalla realtà tanto da non avvertire nemmeno la durezza e la profondità della sberla elettorale.
Se anche artisti, cantanti, editorialisti, intellettuali, insomma quella variegata fauna democratica che presiede militarmente i salotti televisivi, ancora una volta ha interpretato l’esito rivoluzionario delle recenti elezioni, solo come una sorta di recrudescenza di sopiti ardori barbarici che, a intervalli regolari, fanno capolino nel nostro Paese e che, perciò, vanno quasi compatiti e fatti evaporare… beh, anche in questo caso non hanno capito nulla e miscelano snobismo a cattiveria, supponenza a ottusità.
Ha ben sintetizzato questa condizione di sconsideratezza strategica della sinistra, uno come Antonio Monda, Direttore artistico della Festa del Cinema di Roma, che quei mondi li frequenta e che, alle domande della Lilly nazionale, ha risposto con poche, chiare parole, per l’appunto confessando ciò che nessuno dei componenti di quella fauna osa dire: la sinistra ha perso perché chiusa nei salotti, perché autoreferenziale, perché rappresenta la borghesia più agiata e le classi benestanti su cui la crisi economica non si è fatta sentire, perché si è occupata (e si occupa) di diritti civili e non di diritti sociali e del lavoro che, invece, erano l’antica ragione sociale. La Sinistra è geneticamente modificata.

Selezione – B. Di 060318
N.419/150318

Dai nomi dei giocatori vedo due squadre più accreditate per la vittoria del Fantagoverno: Stellati & Trombati e Coalizzati.

La squadra Rossa, Stellati & Trombati Pd, sembra quella più apprezzata dai radiocronisti, ma i numeri dicono che servono almeno 100 acquisti nella metà campo della camera e 50 in quella del senato per arrivare a vincere il campionato della fiducia. Il che significa che è impensabile un acquisto di singoli giocatori, ma è necessario un accordo con l’intera squadra dei trombati Pd per vincere. Ora, l’accordo è proprio quello che gli Stellati non vogliono, pretendono di giocare solo loro e che i Trombati si limitino a stare a bordo campo facendo le cheerleader (ragazze che organizzano il tifo). La vedo dura, quindi, che accettino senza avere almeno la garanzia di giocare in qualche zona del campo di governo. Anche perché chi glielo fa fare ai Trombati di fare i tifosi degli Stellati senza poter toccare palla e poltrona? Si brucerebbero la tifoseria che già li sta contestando per la pessima performance alle qualificazioni.
Se gli Stellati però accettano questo tipo di accordo rinnegano il loro essere duri e puri e si giocano del tutto la tifoseria. Rischiano di iniziare il campionato, non segnare nemmeno un goal, di trovarsi a litigare in continuazione con i Trombati per ogni fiducia di rigore e di far finire il campionato anzitempo. E dopo un fallimento simile sia Stellati che Trombati finirebbero in serie B per parecchio tempo.
La squadra Blu dei Coalizzati, invece, sembra ignorata dai radiocronisti anche se è arrivata prima alle qualificazioni. A loro bastano meno innesti al Governomercato primaverile, meno di 60 nella metà campo della camera e 25 in quella del Senato. Non serve, quindi, un accordo di governo con tutta la squadra dei Trombati, ma basta una buona campagna acquisti in tutte le squadre avversarie, sia dei Trombati che degli Stellati. I Blu, poi, sono pratici e non negherebbero ai nuovi giocatori la possibilità di toccare palla in cambio del sostegno alla squadra.
Ora, considerate chi sono i giocatori che hanno passato le qualificazioni in tutte le altre squadre, tanti sono alla prima esperienza, tanti ne hanno fin troppa per non sapere come funziona il campionato. Entrambi di veder finire anzitempo il campionato ne hanno ben poca voglia anche perché potrebbero non qualificarsi più alla prossima occasione. Nella squadra dei Trombati quindi gli acquisti di giocatori sarebbero abbastanza alla portata dell’allenatore della squadra, che in questo ci sa fare.
Da non trascurare poi un dettaglio numerico importante della squadra degli Stellati. I “supercompetenti” qualificati nel girone uninominale sono tutti stranieri non tesserati. Sono ben 88 alla camera e 44 al senato, mica pochi. La mossa di ingaggiarli poco prima delle qualificazioni è stata vincente per conquistare i singoli gironi, ma potrebbe rivelarsi un boomerang. Non hanno tessera, non sono tifosi, non hanno mai fatto allenamenti con la squadra degli Stellati, sono tutti giocatori che non avevano mai neppure pensato di giocare in un campionato e ora si ritrovano improvvisamente catapultati in serie A. Peraltro, se sono davvero competenti come dicono, alcuni si domanderanno pure se valga la pena di giocare con compagni di squadra che non hanno proprio la competenza tra i primi punti del curriculum.
Hanno la possibilità di restare a giocare per 5 anni sicuri in un campionato meno rischioso di quello che giocherebbe la squadra Rossa e davvero credete che non ci stiano facendo un pensierino? Ecco perché nel campionato del Fantagoverno la mia giocata è per la squadra Blu.

 

Selezione - M. Seminerio, 050318
N.418/080318

L’attrazione fatale del reddito di cittadinanza ha prodotto l’effetto sperato ed attivamente ricercato – Il M5S ha conseguito una vittoria storica, trainata dalle regioni meridionali … ma gli mancano le palle (i numeri) per governare.

Tutte le coalizioni e sigle partitiche hanno in comune una ed una sola cosa: più spesa pubblica, perché l’Italia è il paese dei tossicodipendenti della spesa, di ogni colore. Il M5S nei giorni scorsi ha presentato un fanta-governo di chiarissima matrice keynesiana all’italiana, ripulendosi dalle farneticazioni “rivoluzionarie” delle origini, con un fanta-premier che dorme in giacca e cravatta.
Da qui in avanti, tutta la dinamica politica del paese sarà centrata sulle capacità attrattive dei singoli poli e sottopoli. Ci sono già parti del Pd, a Renzi ancora caldo, che sbavano per avviare il “dialogo” coi pentastellati, e questo non accade da stamane. Il M5S ha il personale politico più naif e quindi potrebbe finire, anche se non subito, a perdere pezzi, che andrebbero a gonfiare il Gruppo Misto, che diverrebbe la fortuna dei perdenti.
Ove mai si arrivasse ad una maggioranza stabile e stabilizzata, e il premier di tale maggioranza tentasse di porre in essere anche solo una infima frazione del programma elettorale, la risultante sarebbe una tale spinta a nuova spesa che i mercati ci punirebbero sanguinosamente, ed alla fine i nostri eroi dovrebbero rientrare tra i ranghi. In caso contrario, cioè di fughe in avanti tipo moneta fiscale, mini bot e quant’altro possa servire a gonfiare il debito pubblico l’Italia prenderebbe la strada della Grecia, e finirebbe letteralmente scuoiata.
Nel momento in cui il mondo si prepara a scontri tra blocchi geo-economici, con una crescente tensione protezionistica, ed in cui l’Unione europea sta per scrivere la bozza della sua riforma, per mano francese e tedesca, l’Italia si conferma marginale, persa nelle sue fantasticherie da paese impoverito sul piano civile e culturale.
La bipartizione del paese tra un Nord che punta e continua a puntare a trattenere le risorse fiscali che genera, e che quindi premia il centrodestra, ed un Mezzogiorno che intensifica la domanda di assistenzialismo e quindi viene ammaliato dal reddito di cittadinanza grillino, trova eccezione molto rilevante in un Centro dove il Pd si sta sbriciolando, soprattutto in Emilia Romagna, dove la Lega sta penetrando in modo ormai eclatante.
Anche per questo motivo, cioè per divergenza strategica, mi pare improbabile vedere un’alleanza leghista-grillina: gli elettorati di riferimento sono troppo diversi. Un esecutivo a guida grillina, magari infarcito di “responsabili” fuoriusciti piddini e di sinistra riuniti sotto lo stendardo della spesa pubblica, sarebbe una sorta di gigantesco Campidoglio, paralizzato da incapacità, dilettantismo e improvvisazione, ed avrebbe quindi vita grama e breve. Ma le previsioni esistono per essere smentite, dopo tutto.
Considerando che l’inerzia di una legislatura è sempre molto elevata, prepariamoci a tentativi di farla comunque durare, ed al tripudio dell’articolo 67 della Costituzione, che resta un caposaldo della democrazia, pur se imbastardito nella sua versione italiana, fatta di compravendite di parlamentari. Se poi la violazione del vincolo di mandato arrivasse a beneficiare il M5S (che, ripeto, vedo molto instabile), sarebbe un divertente contrappasso.
Chi saranno gli sconfitti? Tutti quegli italiani che hanno votato credendo davvero di poter essere parte di una improbabile rivoluzione. E sono in numero crescente, col passare del tempo. Segno che chi sta davvero perdendo è il paese. Gli elettori hanno sempre ragione, anche quando sono colonie di lemming alla disperata ricerca di una scogliera e le elezioni sono in realtà gigantesche televendite finalizzate a circonvenzione d’incapace. Se odiate l’incertezza e cercate un punto fermo, eccovelo: il vittimismo e cospirazionismo contro lo Straniero saranno felicemente con noi anche per questa legislatura.