Nel Paese persiste la politica degli egoismi e delle ideologie, si è in presenza di politica tossica per le libertà e per la democrazia, capace di generare danno esistenziale nei cittadini esposti. Da qui la necessità di un progetto di politica alternativa per la tutela del benessere comune.

 

Selezione Palestra Azzurra
N.433/080818

Intervista del deputato di Forza Italia Renato Brunetta rilasciata a Radio Radicale.



Cinque stelle dettano Agenda Economica statalista e dirigista – 67 giorni di Governo Conte? Un pessimo bilancio. Ricordiamolo a noi tutti: un presidente del Consiglio non eletto dai cittadini, non essendosi presentato alle elezioni né come leader di un partito, né come capo di una coalizione; una maggioranza non votata dai cittadini, poiché i due partiti che la costituiscono si sono presentati alle elezioni l’uno contro l’altro; un programma, il contratto di governo, non votato dai cittadini. Per queste ragioni, un governo 3 volte illegittimo politicamente. Il risultato? Un Esecutivo conservatore, di buoni a nulla, ma capaci di tutto.
Questo è un governo che sa dire solo di no – no alla Tav, no alla Tap, no alle Grandi opere, no al Terzo Valico, no alla Torino-Lione. Un governo che dice no ai vaccini, che dice no alle imprese e al lavoro, che dice no alla modernità. Un vero e proprio governo della regressione, altro che cambiamento. O meglio, cambiamento sì, ma verso il baratro.
Un governo senza alcuna credibilità a livello internazionale. L’unica cosa buona fatta è una cosa di centrodestra, avviata alla fine della passata legislatura da Forza Italia, vale a dire quella di una posizione rigida sull’immigrazione clandestina, portata avanti e attuata poi da Matteo Salvini. Però, e questo occorre dirlo, la leadership dell’intera coalizione per le cose fondamentali che contano, soprattutto dal punto di vista dell’economia, è in mano ai Cinque Stelle, al loro conservatorismo, al loro statalismo, al loro dirigismo. Per cui, a fronte di una giusta e sacrosanta posizione di Salvini, che noi abbiamo appoggiato rispetto all’immigrazione clandestina, c’è il dilagare sulla politica economica e industriale del Movimento 5 Stelle.