Nel Paese persiste la politica degli egoismi e delle ideologie, si è in presenza di politica tossica per le libertà e per la democrazia, capace di generare danno esistenziale nei cittadini esposti. Da qui la necessità di un progetto di politica alternativa per la tutela del benessere comune.

 

Selezione - A Sallusti, 240218
N.416/260218

Paese alla deriva … aggravato dalla tassazione smisurata e dall’immigrazione clandestina.

Le promesse elettorali hanno un loro fondamento. Assomigliano agli impegni che i bambini scrivono sulle letterine a Babbo Natale. Come i bambini, può essere che i partiti si impegnino in cose superiori alle loro forze e possibilità, ma non per questo dobbiamo cestinare e liquidare i loro programmi. Consiglio invece di studiarli, pur nella loro versione di sintesi, perché al di là di una promessa più o meno facile da mantenere indicano una strada, e non mi sembra tempo perso capire se quella strada è la via che fa per noi.
Per esempio. Quando la Bonino dice di volere una sanatoria per tutti i cinquecentomila immigrati clandestini (molti dei quali criminali comuni in fuga dalle carceri libiche, tunisine e nigeriane), significa che un voto dato al suo partito – e alla sua coalizione guidata dal Partito democratico – è un voto per continuare nella politica delle porte aperte in entrata, indipendentemente dal fatto se ci sarà o no sanatoria.
Viceversa se Berlusconi dice che i clandestini li vuole rimpatriare tutti, sappiamo a prescindere dalla fattibilità tecnica che con lui al governo nei prossimi cinque anni le porte dell'Italia saranno aperte solo in uscita.
Altro esempio. Proponendo la flat tax, il centrodestra si impegna solennemente a ridurre drasticamente e velocemente la pressione fiscale.
Mentre al contrario i programmi economici dei grillini e della sinistra puntano, con sfumature diverse, sulla sponda opposta: quella delle patrimoniali (aumento della tassazione), scelta del tutto priva di legame logico.
Su quest'ultimo tema bisogna uscire dagli equivoci. La comunità scientifica degli economisti non è diversa da quella politica: dipende da che parte stanno. Ci sono autorevoli (e numerosi) studiosi che sostengono la fattibilità della flat tax ed altri che la demonizzano. La scelta della strada da prendere non spetta a loro, né a opinionisti di parte, ma unicamente a chi avrà il compito di governare.
Le promesse elettorali non sono quindi il libro dei sogni, ma quello delle intenzioni, una bussola per orientare il voto in un senso o nell'altro. Non si vota contro qualcuno (tanto più contro i propri interessi), si deve votare per qualcosa. Abbiamo sette giorni per studiare, capire, scegliere. Non perdiamo l'occasione.