Nel Paese persiste la politica degli egoismi e delle ideologie, si è in presenza di politica tossica per le libertà e per la democrazia, capace di generare danno esistenziale nei cittadini esposti. Da qui la necessità di un progetto di politica alternativa per la tutela del benessere comune.

 

Selezione - M. Seminerio/Phastidio, 130218
N.415/140218

Il caso rimborsopoli sta scuotendo il M5S ed ha aperto l’immancabile dibattito polarizzante e molto italiano su responsabilità ed esimenti morali e politiche. Mi pare che i termini della questione siano altri, ma non per fare il solito italianissimo benaltrismo.

La vicenda è ormai nota, si tratta di un caso di furbate individuali, rese possibili da sistemi di controllo interno del tutto inesistenti, oltre che evidentemente dalla tradizionale divaricazione tra predicazione e razzolamento, che in questo paese è sport nazionale. Le responsabilità penali sono e restano personali.
Il processo di selezione del personale politico è altro discorso, che a sua volta si alimenta della cultura profonda del paese. Il problema del M5S è quello di essere lo specchio deformante e deformato di una società che si è smarrita da molto tempo, e che ad intervalli regolari crede di aver trovato la scorciatoia per risorgere dalle proprie macerie, ma finisce a produrne altre. Per far questo, si trova qualcuno o qualcosa che possa rappresentare la diversità e si finisce con l’intrupparsi in un approccio fideistico che, in quanto tale, è del tutto irrazionale.
Quando poi la realtà inizia a prenderti a ceffoni, la reazione è pavloviana: invocare le attenuanti, strepitare … e gli altri, allora? Tutto molto stucchevole e prevedibile. Nel caso del M5S c’è anche altro, di più serio. Ed è la condizione di un’organizzazione politica che, nella migliore delle ipotesi e degli esiti, potrebbe avere lo stesso approccio volenteroso di una lista civica da assemblea di condominio e nella peggiore quella di diventare un veicolo di potere per un gruppo di controllo assai poco trasparente, oltre che per il crescente numero di italiani convinti che la strada per sbarcare il lunario, e bene, sia quella di “fare politica”.
Il M5S ha un programma elettorale che definire tale è un insulto alla già non elevata intelligenza dell’elettore mediano italiano. Un programma che affoga nelle incoerenze e nelle inverosimiglianze, o più propriamente nella infattibilità. Un programma che, se attuato anche solo nelle prime fasi, causerebbe un attacco speculativo senza precedenti al paese.
Non che i programmi elettorali altrui siano migliori, ma quello pentastellato è costruito scientificamente come sommatoria di assurdità. Non è che si possa chiedere agli italiani di essere economisti, sia chiaro. Molti schiumano rabbia per la loro condizione lavorativa ed economica ed il desiderio di avere un “angelo vendicatore” è umanamente comprensibile, anche se le conseguenze delle scelte del “popolo sovrano” si schiantano dapprima sugli strati più vulnerabili del medesimo.
Ad esempio, prendete questo commento del candidato premier Luigi Di Maio – “Sul Sud dobbiamo avviare un grande piano intorno all’auto elettrica per dare nuovi posti di lavoro. Penso che con un milione di auto elettriche entro il 2020 potremmo far ripartire subito gli stabilimenti del Sud”. Così Luigi Di Maio, a Napoli. “Vogliamo creare un nuovo piano energetico nazionale che prevede un milione di auto elettriche nei prossimi anni”, ha aggiunto. (Ansa, 12 febbraio 2018)
Un milione di auto elettriche. In Italia. Entro il 2020. Voi capite perché prendere sul serio questa gente è pressoché impossibile? Oppure, prendete l’ultimo flusso di coscienza del “garante”, Beppe Grillo, sulla produttività e la riduzione di orario di lavoro. Le cose che di solito fanno salivare i radical chic frequentatori più di salotti che di aziende italiane. Una spiegazione didattica: quello di Grillo è un momento di arte comica.
Il peggio ha 5S perché i Cinquestelle sono strutturalmente incapaci di controllare alcunché, dai server di Rousseau ai rimborsi dei propri eletti. Perfetto pedigree per dare a degli incompetenti inutili la chance di guidare questo paese. Non c’è fine al peggio, sempre della serie … e gli altri allora?