Nel Paese persiste la politica degli egoismi e delle ideologie, si è in presenza di politica tossica per le libertà e per la democrazia, capace di generare danno esistenziale nei cittadini esposti. Da qui la necessità di un progetto di politica alternativa per la tutela del benessere comune.

 

G. Balestreri – Business Insider Italia
N.404/241117
 
“Noi facciamo le cose, i 5 Stelle parlano”: lo scorso 25 luglio Matteo Renzi festeggiava così il voto della Camera che aboliva i vitalizi dei parlamentari. Da allora sono passati quasi quattro mesi, ma la norma – in attesa del via libera definitivo del Senato – è rimasta impantanata in Commissione Affari Costituzionali: il 27 luglio il decreto è stato trasmesso a Palazzo Madama, il primo agosto è stato annunciato in aula. Nello stesso giorno i 5 Stelle hanno presentato una richiesta di procedura d’urgenza per accelerare l’iter legislativo, ma la proposta è stata bocciata.
 

Da allora il testo ha fatto perdere le sue tracce salvo approdare in Commissione il 26 ottobre giusto in tempo perché gli strenui difensori dei vitalizi presentassero 224 emendamenti che ancora aspettano di essere esaminati: diversi sono di matrice Pd, 49 solo quelli del senatore Ugo Sposetti, ex tesoriere dei Ds, che vuole affossare la norma.
“Renzi dimostra ancora una volta di essere un venditore di pentole: parla di abolizione dei vitalizi per fare il populista, ma di fatto non fa nulla affinchè il suo il Pd approvi la legge Richetti ferma in Commissione” attacca Vito Crimi senatore 5 Stelle e membro della Commissione Affari costituzionali che poi aggiunge: “Per votare i 224 emendamenti presentati basterebbero due giornate di lavoro. Ricordo che la Boccadutri venne votata in Commissione in tre ore. Ma lì si trattava di salvare i soldi dei partiti, qui invece si tratta di togliere soldi ai politici” …
Lo stesso non si può dire della norma sui vitalizi. Ed è paradossale perché mentre il governo chiede ai lavoratori di stringere ulteriormente la cinghia allontanando l’età della pensione, il Pd impegnato a stringere nuove alleanze politiche dopo il tracollo siciliano fa finta di nulla. Eppure anche l’ex commissario alla spending review, Roberto Perotti chiedeva un segnale forte per “rispondere alle pressioni populiste, che peraltro in alcuni casi sono perfettamente giustificate” spiegando la necessità di ridurre i vitalizi dei politici e degli stipendi per le figure apicali della pubblica amministrazione che “guadagnano molto più rispetto ai loro pari grado di altri Paesi, mentre ai livelli più bassi i dipendenti pubblici hanno stipendi inferiori ai colleghi europei. Se non tagli in alto diventa politicamente immorale tagliare altrove.
Per il Pd, però, non si tratta più una priorità: nell’ultima direzione di partito si è parlato di Ius soli e biotestamento, ma Renzi non ha fatto alcun riferimento ai vitalizi, sebbene il tema fosse all’ordine del giorno. “Per il Pd è più urgente approvare lo Ius Soli rispetto al taglio degli spropositati vitalizi parlamentari. Ma certa gente non conosce la vergogna?” ha scritto su Facebook il leader della Lega, Matteo Salvini.
Stiamo lavorando alle nuove alleanze politiche – dicono dall’ufficio stampa, mentre l’onorevole Matteo Richetti, primo firmatario nella proposta, non ha ritenuto necessario rispondere a Business Insider Italia. Alla domanda sulla volontà politica del gruppo di portare a termine l’iter legislativo, l’ufficio stampa del Pd al Senato ha riattaccato il telefono dopo averci dato una risposta imbarazzante: “Siamo in sessione di bilancio, fino alla fine non si muove nulla”. In quegli stessi minuti la commissione Affari costituzionali del Senato riconosceva il “Canto degli italiani” di Mameli come l’inno ufficiale della Repubblica (era provvisorio da 71 anni, ndr). Una legge che dopo la mancata qualificazione ai Mondiali del 2018 proprio non poteva aspettare.
Per il Pd, dopo l’inno di Mameli, sempre in discordanza con le aspettative del popolo italiano, è urgente approvare la legge sullo Ius Soli. Il taglio degli spropositati vitalizi parlamentari per aumentare le indecorose pensioni minime può attendere.