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Palestra Azzurra
RA N.29/260313 

 

Il Popolo che ha votato con equilibrio di giudizio chiede al presidente Giorgio Napolitano il governo per l’Italia. L'egoismo di Organismi Geneticamente Modificati dal comunismo è di intralcio alla formazione di un governo adeguatamente equilibrato, per la gestione delle emergenze del Paese. Cosa fare? Attivare rapidamente l'uso del comune "buon senso": assecondare il volere del Popolo sovrano, programmare e pianificare il riesame per la politica. Qualsiasi forma di temporeggiamento implica perdita di tempo, inefficacia e inefficienze della politica, se non danni per le famiglie; Monti docet. L'Italia tutta ha bisogno di certezze.

RENATO BRUNETTA - CAPOGRUPPO PdL ALLA CAMERA

«Diciamo le cose come stanno: i programmi di politica economica di PdL e PD sono assolutamente sovrapponibili. E’ questa la chiave di tutto, il resto sono chiacchiere e Bersani non provi a far melina.

Io e Fassina sulle questioni economiche la pensiamo allo stesso modo. Se io e lui parliamo del passato non possiamo essere d’accordo sulla demonizzazione di Berlusconi; lo siamo invece sul giudizio negativo del governo Monti. Siamo d’accordo anche sul futuro perché abbiamo la stessa visione dell’Europa e contro le politiche di austerity. Sul nuovo governo siamo indisponibili a trucchi e inganni.

Facevo parte della delegazione che ha incontrato il capo dello Stato per le consultazioni. Ho chiaramente capito che il presidente Napolitano vuole l’unità nazionale e non governi ballerini».

 

DANIELE CAPEZZONE - PORTAVOCE NAZIONALE DEL PdL

«La nostra ricetta di governo é: ’’Meno tasse sulle imprese e sul lavoro e meno tasse sulle famiglie’’. Se gli altri vogliono fare i marziani e continuare a discutere di cose non prioritarie noi non ci stiamo. Domani deporremo queste nostre proposte. I temi veri sono economia, tasse, lavoro e crescita.

Finora Bersani si e’ infilato in un vicolo cieco, se fa marcia indietro e vuole parlare bene altrimenti al voto. Siamo sicuri che vinceremo noi e una settimana dopo il paese avrebbe un governo di gente liberale, capace e in grado di governare».

 

MAURIZIO GASPARRI - SENATORE PdL

«Prima hanno vituperato la proposta del PdL di abolire l’IMU sulla prima casa, poi tutti a sinistra si sono messi a rincorrere Berlusconi. Bersani ha proposto l’abolizione dell’IMU fino a cinquecento euro, ora la Camusso raddoppia e propone l’esenzione fino a mille euro. In realtà si tratta solo di goffi e vani tentativi di recuperare credibilità. Molto meglio la nostra chiara proposta per l’abolizione totale dell’IMU sulla prima casa. Comunque, prendiamo atto del pentimento degli amici delle tasse».

 

MAURIZIO LUPI - DEPUTATO PdL

«Berlusconi ha dato la sua disponibilità alla costruzione di un governo di responsabilità, certo é che Bersani deve cambiare il suo pregiudizio verso Berlusconi e il PdL, perché le spese di questo atteggiamento lo paga l’Italia.

Le grandi coalizioni vanno fatte insieme, non si tratta di un governo tecnico ma politico, fatto su punti concreti. La posizione di Berlusconi é frutto di un ragionamento comune. Crediamo che ci sia un solo binario, altrimenti l’altra strada é tornare rapidamente al voto, ma Bersani se ne dovrà assumere la responsabilità».

 

GIORGIO LAINATI - DEPUTATO PdL

«L’onorevole Moretti, da comunicatrice di punta del PD, equilibrata e moderata, parlando del Presidente Berlusconi si trasforma in una perfetta interprete della macchina dell’odio, che da 20 anni accompagna e caratterizza la sinistra.

L’obiettivo di espellere l’odiato ex-premier dal Parlamento, per la Moretti e i bersaniani é diventato il primo punto del programma di governo. Piuttosto che occuparsi della crisi economica e di milioni di disoccupati nel nostro Paese, per la sinistra é prioritario eliminare l’avversario di sempre, anche per compiacere i ‘’grillini’’, nella speranza di poter governare insieme. Sarebbe un abbraccio mortale che porterebbe l’Italia nel baratro».

 

LUCIO MALAN - SENATORE PdL E QUESTORE DEL SENATO

«La rinuncia al Treno ad Alta velocità rientra pienamente nel disegno per affossare l’Italia portato avanti da Beppe Grillo e dal suo movimento personale, non a caso sostenuto da grandi interessi. Bisogna dire molto chiaro agli italiani che rinunciare a quell’opera costerebbe nel medio termine molte centinaia di migliaia di posti di lavoro, poiché ci troveremmo tagliati fuori dai grandi flussi commerciali, che si sposterebbero a nord delle Alpi.

La prima vittima naturalmente sarebbe il Piemonte che perderebbe anche il nodo di incrocio tra il grande collegamento Est-Ovest, e quello Nord-Sud Genova Amsterdam, in grado di garantire da solo centomila posti di lavoro. Il Partito democratico deve spiegare, in particolare ai piemontesi, se è disposto a gettare centinaia di migliaia di famiglie nell’indigenza in cambio dell’appoggio a Bersani degli estremisti di Grillo».

 

MARIASTELLA GELMINI - VICE CAPOGRUPPO VICARIO PdL ALLA CAMERA

«Tutto fumo e niente arrosto. Questo stanno dimostrando di essere Beppe Grillo e i suoi parlamentari. Un misto di dilettantismo, incompetenza, ignoranza e inconsapevolezza delle situazioni e delle realtà importanti. Come dimostra anche la vicenda della Tav, argomento di cui i ‘’grillini’’ non conoscono approfonditamente tutti gli aspetti e sul quale hanno deciso di richiedere l’istituzione di una Commissione d’inchiesta».

 

ALESSANDRO PAGANO - DEPUTATO PdL

«Il tragico epilogo della vicenda dei nostri due Marò é l’ennesimo fallimento di Monti e del suo governo: espressione di totale inadeguatezza del ruolo istituzionale ricoperto, di presunzione e protervia che non solo hanno danneggiato la credibilità dell’Italia di fronte ad 1 miliardo di cittadini indiani e al mondo intero, ma messo a repentaglio l’incolumità di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, nonché del nostro ambasciatore a New Delhi Daniele Mancini e, per il rischio ritorsioni, di tutti i nostri connazionali presenti in India, senza contare il danno per le grandi imprese italiane impegnate in un fecondo e crescente interscambio con il gigante asiatico.

Queste ragioni sono più che sufficienti per legittimare la nostra richiesta di dimissioni di Mario Monti da Senatore a vita, considerando anche che ha ottenuto tale incarico senza avere alcun merito specifico, né sulla base di una qualche investitura popolare».